“Oltre” e la realtà senza appigli

Si intitola “Oltre” la mostra personale dedicata a Mario Raciti - tra i giganti del panorama artistico nazionale - che il DAV - Dipartimento Arti Visive - inaugura domenica 8 ottobre (ore 17.30), nella sede di via Giacomo Matteotti 4 a Soresina.
L’esposizione presenterà al pubblico alcune tra le sue opere più rappresentative, andando a coprire un arco esecutivo di oltre sessant’anni di carriera, che lo ha portato a calcare palcoscenici di prestigio, quali il MART di Rovereto (soprattutto con la sua antologica del 2016), il Palazzo della Permanente di Milano (VIII Triennale dell’Incisione, 2003), la Quadriennale di Roma (X edizione, 1973; XI edizione, 1986) e la Biennale di Venezia (XLII edizione, 1986).
L’artista. Nato a Milano nel 1934, Mario Raciti è considerato uno dei padri del simbolismo astratto italiano. Sebbene non vi sia alcuna regola che lo abbia immobilizzato, all’interno di un’etichetta artistica ben delineata, preferendo di gran lunga una ricerca interiore alla quale egli difficilmente rinuncia. Per una specifica e personale qualità latente, si mostra in totale asincronia con i tempi in cui la sua produzione si è sviluppata e, si sviluppa tutt’oggi, risultando tanto lontana dalle correnti che, di volta in volta, hanno marchiato a fuoco la cultura imperante: questa lontananza lo ha reso misterico, nostalgico, lirico, surreale, introverso, poetico, vitale, anticonformista, figurale, immaginifico, solitario mostrandolo, ancora di volta in volta, pittorico, segnico, astratto, grafico, simbolista, informale senza avere la volontà o la necessità di farlo.
Sebbene Raciti si definisca “coscienza sofferta della modernità”, ...
L’esposizione presenterà al pubblico alcune tra le sue opere più rappresentative, andando a coprire un arco esecutivo di oltre sessant’anni di carriera, che lo ha portato a calcare palcoscenici di prestigio, quali il MART di Rovereto (soprattutto con la sua antologica del 2016), il Palazzo della Permanente di Milano (VIII Triennale dell’Incisione, 2003), la Quadriennale di Roma (X edizione, 1973; XI edizione, 1986) e la Biennale di Venezia (XLII edizione, 1986).
L’artista. Nato a Milano nel 1934, Mario Raciti è considerato uno dei padri del simbolismo astratto italiano. Sebbene non vi sia alcuna regola che lo abbia immobilizzato, all’interno di un’etichetta artistica ben delineata, preferendo di gran lunga una ricerca interiore alla quale egli difficilmente rinuncia. Per una specifica e personale qualità latente, si mostra in totale asincronia con i tempi in cui la sua produzione si è sviluppata e, si sviluppa tutt’oggi, risultando tanto lontana dalle correnti che, di volta in volta, hanno marchiato a fuoco la cultura imperante: questa lontananza lo ha reso misterico, nostalgico, lirico, surreale, introverso, poetico, vitale, anticonformista, figurale, immaginifico, solitario mostrandolo, ancora di volta in volta, pittorico, segnico, astratto, grafico, simbolista, informale senza avere la volontà o la necessità di farlo.
Sebbene Raciti si definisca “coscienza sofferta della modernità”, ...
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