Coelli, le passioni del pediatra “di una volta”

28 SET 23
Ultimo aggiornamento: 20:0816 MAG 25
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Immagine di Coelli, le passioni del pediatra “di una volta”
Basta il nome, dottor Cesare Coelli, per evocare in tantissimi cremonesi (e non), suoi pazienti, il grato ricordo del medico pediatra di una volta, quello che veniva a casa a qualsiasi ora del giorno e della notte. Del resto, curare non era per lui un lavoro ma una missione, una missione che non conosceva orari, né festività, né soste.
Sono passati trent’anni dalla sua morte, avvenuta l’8 settembre 1993. Ed ora le figlie intendono ricordarlo con una mostra allestita in via Palestro, a Cremona presso il Centro Culturale ADAFA, per farne conoscere, oltre alla professionalità, anche la profonda umanità, le sue passioni, i suoi hobby, sconosciuti ai più. Esponendo, ad esempio, per la prima volta le splendide opere in legno intagliato da lui realizzate, riproducenti tanto soggetti di arte azteca e maya quanto soggetti d’arte sacra, quali le facciate ed i Profeti del portale della Cattedrale di Cremona o le tarsie del Platina. E poi le opere in rame sbalzato da lui realizzate tra gli anni Settanta e gli anni Novanta, dopo aver appreso l’arte da ragazzo nella bottega dello zio Pietro Roffi, fabbro, maestro d’arte, del ferro battuto, dello sbalzo e del cesello, secondo la migliore e più antica tradizione.
La vita. Cesare Coelli nacque a Cremona il 5 dicembre 1933. Il padre, Umberto Mario, arrotino, era cremonese; sua madre, Pia Bonapace, era invece originaria di Pinzolo. La coppia ebbe tre figli: oltre a Cesare, secondogenito, anche Marisa ed Ernesto....
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