Imerio, il patrono venuto da lontano

15 GIU 23
Ultimo aggiornamento: 20:0416 MAG 25
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Immagine di Imerio, il patrono venuto da lontano
La figura di Imerio racconta una parte importante della storia della città: egli è stato il primo a rivestire il ruolo di santo protettore della civitas cremonese.
Se per scoprire la vita, l’azione e la santità di quest’uomo è necessario allontanarsi dalle terre cremonesi, al contrario il motivo del suo arrivo in città si lega strettamente alla storia locale.
Come sempre è utile iniziare dal principio, anzitutto chi era Imerio?
Vissuto tra il IV e il VI secolo, Imerio nasce nel Bruzio, l’attuale Calabria, e fin da giovane si distingue per impegno e rettitudine che lo portano a scegliere uno stile di vita ascetico dedito alla contemplazione, come era tipico degli anacoreti. Il percorso di fede lo porta poi a diventare cenobita in una progressiva apertura verso l’altro senza mai compromettere la vita di preghiera e meditazione.
In seguito, spostatosi dai territori di origine per opere di evangelizzazione, presso la cittadina umbra di Amalia, venuto meno il vescovo locale, Imerio va ad assumere la carica episcopale del luogo. Il racconto agiografico colloca la morte nel giorno 17 di giugno.
I cardini attorno ai quali sembra ruotare la storia della sua vita sono la carità e la predicazione continua, condotta in modo instancabile e sempre misurata, ma soprattutto il ruolo di vescovo, caratteristica che diverrà preminente nella sua fortuna iconografica.
A questo punto sorge spontanea una domanda: e Cremona? quale è il legame con la città?
In realtà sono molto più nutrite le notizie circa l’arrivo del corpo di Imerio a Cremona e i miracoli avvenuti successivamente, rispetto a quanto conosciamo della sua vita.
Durante l’Alto Medioevo, in particolare tra il IX e il X secolo, a Cremona si mette in atto una pratica molto diffusa, i cosiddetti furta sacra: traslazioni di reliquie di santi “forestieri” il cui culto è destinato ad andare a popolare di nuove figure il santuario locale....
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