Arianna: l’inganno e il riscatto

27 APR 23
Ultimo aggiornamento: 20:02 | 16 MAG 25
Immagine di Arianna: l’inganno e il riscatto
Quando ritorna, grazie al lavoro difficile e prezioso di storici, archeologi, scienziati e ricercatori nei più diversi campi, attraverso le riemerse testimonianze documentarie il passato diviene presente. Prendono così nuova vita realtà dimenticate o sconosciute: eventi storici e preziosi tessuti narrativi mitologici in cui, nella cultura del mondo classico, la fantasia si fonde con la verità della condizione umana: sentimenti, aspirazioni, esigenze, ideali, caratteri dello spirito assoluto dell’uomo, che, in quanto tali, al di là di specifici contesti storici, continuano a offrire spunti e stimoli di riflessione. E’ quello che anche recentemente è accaduto a Cremona e che si è concretizzato, perché tutti potessero esserne partecipi, nella splendida mostra Pictura Tacitum Poema, tuttora visitabile al Padiglione Amati del Museo del Violino, in cui si possono contemplare quelle che, in modo perfettamente calzante, sono state definite “bellezze in frantumi”, ora per quanto possibile ricomposte. Nasce dal lungo lavoro di studio di migliaia e migliaia di frammenti recuperati in due tra le Domus signorili più significative della Cremona romana, quella ora detta ‘Casa del Ninfeo’ (una, forse la più prestigiosa delle tre dimore un tempo esistenti nell’area che oggi è piazza Marconi e sue adiacenze) e quella detta “dei candelabri dorati”, di via Colletta. Quando assistevo dalle finestre di casa mia al quotidiano lavoro di scavo del cantiere, aperto in modo estensivo in piazza Marconi tra il 2005 e il 2008, se ricordo bene (era Ispettrice per i Beni archeologici Lynn Passi Pitcher) per il recupero di quanto restava, sommerso o frantumato, dopo gli eventi bellici e le devastazioni dell’anno 69 d. C. e il fuoco distruttore di un incendio; quando seguivo con gli occhi e con la curiosità appassionata di chi, durante gli studi universitari, aveva pensato di dedicarsi all’archeologia, ma poi aveva fatto scelte diverse pur conservando un profondo amore per il mondo classico che era stato (e avrebbe continuato ad essere) un suo significativo nutrimento...
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