Tra parchi e piante che fanno la storia

A Crema le Giornate FAI di Primavera del 25 e 26 marzo saranno all’insegna del “verde”: «i parchi sono a tutti gli effetti beni culturali e tra l’altro non replicabili - esordisce Annalisa Doneda, Capo Delegazione del FAI di Crema -; patriarchi verdi che ci danno il senso e la misura della storia». Storia che, per l’occasione, verrà ricostruita all’interno di un percorso tra parchi e palazzi a Ombriano e Sabbioni di Crema. Quando ai visitatori capiterà anche di confrontare quello che si vede (e che merita di essere salvaguardato), con il racconto di ciò che è stato.
E, dunque, «i parchi protagonisti delle nostre storie saranno tre ma racconteremo come anche per i palazzi e i monumenti della città il rapporto con il verde circostante sia stato e sia tuttora fondamentale: così per Villa Benvenuti - continua Doneda -, e per Palazzo Rossi di cui, in verità, è rimasto ben poco. Resiste invece il parco Bonaldi, un grandissimo parco della città che ospita alberi monumentali». Partiamo, dunque, da qui. «La sua storia è stata recentemente ricostruita grazie ad accurate ricerche d’archivio: nel 1870 l’area del parco, prima frammentata tra diversi proprietari, venne unificata a Villa San Giuseppe e si può datare al periodo 1870-1889 l’esecuzione dell’impianto di “giardino all’inglese”. Oggi non è soltanto un’area verde appartenente al comune, è un bene culturale e paesaggistico poichè la sua esecuzione può essere fatta risalire a ben oltre settant’anni fa. Nel percorso si potranno cogliere gli elementi romantici e imparare a riconoscere castagni, tassi, bagolari, querce, cedri indiani, faggi, magnolie... e molto altro perché - come scriveva Franco Giordana nel 2004 “parchi e giardini sono portatori di ricchezza ... soprattutto per la loro capacità di farci sentire vive e tuttora presenti le nostre radici profonde...»....
E, dunque, «i parchi protagonisti delle nostre storie saranno tre ma racconteremo come anche per i palazzi e i monumenti della città il rapporto con il verde circostante sia stato e sia tuttora fondamentale: così per Villa Benvenuti - continua Doneda -, e per Palazzo Rossi di cui, in verità, è rimasto ben poco. Resiste invece il parco Bonaldi, un grandissimo parco della città che ospita alberi monumentali». Partiamo, dunque, da qui. «La sua storia è stata recentemente ricostruita grazie ad accurate ricerche d’archivio: nel 1870 l’area del parco, prima frammentata tra diversi proprietari, venne unificata a Villa San Giuseppe e si può datare al periodo 1870-1889 l’esecuzione dell’impianto di “giardino all’inglese”. Oggi non è soltanto un’area verde appartenente al comune, è un bene culturale e paesaggistico poichè la sua esecuzione può essere fatta risalire a ben oltre settant’anni fa. Nel percorso si potranno cogliere gli elementi romantici e imparare a riconoscere castagni, tassi, bagolari, querce, cedri indiani, faggi, magnolie... e molto altro perché - come scriveva Franco Giordana nel 2004 “parchi e giardini sono portatori di ricchezza ... soprattutto per la loro capacità di farci sentire vive e tuttora presenti le nostre radici profonde...»....
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