L’abbazia cistercense di Cerreto

23 FEB 23
Ultimo aggiornamento: 19:5916 MAG 25
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Nel pomeriggio di venerdì scorso (17 febbraio), presso la Libreria Cremasca (Via Dante Alighieri 20, Crema) è stato presentato il volume Un monachesimo di confine: l’abbazia cistercense di Cerreto nel Medioevo, a cura di Guido Cariboni, Gianmarco Cossandi e Nicolangelo D’Acunto, edito nel 2020 dalla prestigiosa Fondazione Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo di Spoleto. Il dott. Filippo Gemelli, assegnista di ricerca in Storia dell’arte medievale presso l’Università degli Studi di Pavia, ha intervistato il prof. Cariboni, professore associato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Brescia), dove insegna Storia medievale ed Esegesi delle fonti medievali.
Da molti anni il professor Cariboni dedica la parte preponderante delle sue ricerche all’ordine cistercense: è recentissima l’uscita del suo volume I cistercensi: un ordine monastico nel Medioevo, Carocci 2023. La fondazione dell’ordine ebbe luogo nel 1098 in Borgogna, a Citeaux (in latino Cistercium, da cui la denominazione dell’ordine). Fu un’iniziativa di Roberto di Molesme, che negli anni precedenti si era distinto per uno stile di vita improntato all’eremitismo: così tra il 1081 e il 1083 nella selva della Seche-Fontaine, esperienza che - peraltro - egli condivise con San Brunone di Colonia, poi fondatore nel 1084 della prima certosa, sulle montagne nei pressi di Grenoble. L’XI secolo fu un vero proprio crogiolo di ordini religiosi di nuova fondazione. Si tratta di un fenomeno che non stupisce, se consideriamo che sotto il pontificato di Leone IX (1049-1054) prese avvio un processo di riforma che mirava a “depurare” le istituzioni ecclesiastiche da ogni forma di corruzione. Alcune tensioni in questo senso si erano già verificate tra gli anni Venti e Trenta del secolo con la fondazione dell’ordine camaldolese e dell’ordine vallombrosano. In una prospettiva meno “impattante” deve essere ricordato anche l’ordine avellanita, senza dimenticare il contributo dei laici: si pensi alla Pataria milanese, guidata da Arialdo e supportata dai vallombrosani, che si contrapponeva a un arcivescovo corrotto e incestuoso come Guido da Velate....
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