Legate da un profondo senso spirituale

Una delle caratteristiche costanti che si possono identificare in ogni sala del Museo Diocesano è la “cremonesità” (nella sua accezione positiva) delle opere conservate. Storie, collocazioni, autori, soggetti di quadri e sculture: in tutti questi ambiti è possibile identificare un elemento che si riferisce alla città e alla sua diocesi. Il museo, come è stato descritto in questa rassegna, percorre la storia della chiesa cremonese dalle origini, passando per figure religiose e politiche della città, attraversando chiese e paesi che hanno conservato preziose tavole, tele, statue che raccontano non solo la storia della Salvezza ma anche l’arte, la cultura i questo territorio e il pensiero creativo dei suoi artisti. Entro questo percorso secolare si inserisce una sezione che apparentemente non ha molti legami con il patrimonio del Museo, ma, se ci si sofferma con attenzione, si scoprirà che, invece, è strettamente collegata alla già citata identità cremonese. Si tratta della sezione relativa alla collezione Arvedi - Buschini che si inserisce a metà del percorso, a pochi passi dalla preziosa ghiacciaia che ancora è conservata fra le mura del palazzo antico. Il patrimonio di proprietà della famiglia Arvedi si inserisce nel percorso museale con due caratteristiche importanti che collegano le opere a Cremona: la pala dell’Annunciazione Buoncompagni - Ludovisi - Arvedi, opera di Boccaccio Boccaccino, eccellente pittore della città padana e la famiglia collezionista che, interessandosi di arte antica, si pone come tramite fra il visitatore e le opere provenienti soprattutto dal centro Italia e visibili in questo museo grazie alla volontà di condividere preziosi manufatti artistici. Con queste premesse si può entrare nel cuore del racconto relativo all’ultima sezione del Museo Diocesano....
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