L’aspetto è moderno ma la storia antica

Nel calendario liturgico il 20 gennaio si celebrano due santi martiri del III secolo: San Fabiano e San Sebastiano. Il primo fu Papa e martire, da laico chiamato per grazia divina al pontificato; il secondo, un giovane soldato vissuto sotto Diocleziano, punito per essersi convertito, aver assistito i cristiani incarcerati e dato sepoltura ai martiri.
Cremona li ricorda nella titolazione di una chiesa cittadina dall’aspetto moderno, ma dalla storia antica. Proviamo a ripercorrerla.
“Essendo nostro Vescovo Stefano II si costruì sul finire del secolo VIII questa Chiesa, alla quale si assegnò cura d’anime di tutto il borgo. Era in allora di contro, e poco discosta dalla Porta di S. Michele stata otturata nel 1542 per formarvi il baloardo”. Con queste parole Giuseppe Grasselli inizia a presentare la chiesa nella sua ottocentesca Guida storico sacra della R. città e sobborghi di Cremona per gli amatori delle belle arti.
In modo unanime le fonti raccontano di come la storia dell’edificio sacro affondi le radici in tempi antichi e si leghi ad uno spazio della città differente da quello occupato attualmente.
La primitiva chiesa sorgeva, come segnalato dal Grasselli, in prossimità di Porta San Michele, varco divenuto celebre anche per essere stato punto di ingresso per l’imperatore Carlo V d’Asburgo in visita alla città nel 1542. Solo più tardi la porta verrà chiusa e il passaggio spostato poco distante, in corrispondenza dell’attuale Corso Pietro Vacchelli.
Tali modifiche interessano anche l’edificio sacro, che, una volta abbattuto, verrà ricostruito nel luogo dove si trova ancora oggi: Borgo San Lazzaro,...
Cremona li ricorda nella titolazione di una chiesa cittadina dall’aspetto moderno, ma dalla storia antica. Proviamo a ripercorrerla.
“Essendo nostro Vescovo Stefano II si costruì sul finire del secolo VIII questa Chiesa, alla quale si assegnò cura d’anime di tutto il borgo. Era in allora di contro, e poco discosta dalla Porta di S. Michele stata otturata nel 1542 per formarvi il baloardo”. Con queste parole Giuseppe Grasselli inizia a presentare la chiesa nella sua ottocentesca Guida storico sacra della R. città e sobborghi di Cremona per gli amatori delle belle arti.
In modo unanime le fonti raccontano di come la storia dell’edificio sacro affondi le radici in tempi antichi e si leghi ad uno spazio della città differente da quello occupato attualmente.
La primitiva chiesa sorgeva, come segnalato dal Grasselli, in prossimità di Porta San Michele, varco divenuto celebre anche per essere stato punto di ingresso per l’imperatore Carlo V d’Asburgo in visita alla città nel 1542. Solo più tardi la porta verrà chiusa e il passaggio spostato poco distante, in corrispondenza dell’attuale Corso Pietro Vacchelli.
Tali modifiche interessano anche l’edificio sacro, che, una volta abbattuto, verrà ricostruito nel luogo dove si trova ancora oggi: Borgo San Lazzaro,...
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