Le tante vite di Palazzo Fodri

Il Circuito “Dimore Storiche Cremonesi” per la valorizzazione turistica e culturale dell’immenso patrimonio di palazzi, ville e castelli di Cremona e provincia a cura di Target Turismo Cremona si arricchisce di un nuovo prestigioso ingresso: si aggiunge infatti al lungo elenco di ville e castelli anche il rinomato Palazzo Fodri, uno dei più importanti esempi di dimora rinascimentale della città di Cremona, oggi proprietà della Fondazione città di Cremona.
Risalente alla fine del XV secolo, palazzo Fodri nasce come dimora dell’omonima antica famiglia nobiliare, sopratutto per volontà di Benedetto, fabbriciere del Duomo e personalità importante presso gli Sforza in qualità di cavaliere.
Proprio per tale questo motivo le sorti della famiglia furono legate per lungo tempo a quelle della nobile famiglia milanese. Poi nel 1578, dopo l’occupazione spagnola, il palazzo fu venduto alla badessa Cornelia di Sorlino, che ne fece un monastero, fino alla soppressione tardo settecentesca che lo trasformò parte nel Monte di pietà e parte in casa di lavoro e industria. Del 1930 fu invece il restauro a cura di Cariplo che lo riportò al primitivo splendore.
Osservando il palazzo dall’esterno, si può notare la sobria facciata, arricchita da un raffinato fregio in cotto con scene marine di tritoni e sirene interrotte da ghirlande o medaglioni che racchiudono teste di profilo di carattere classico....
Risalente alla fine del XV secolo, palazzo Fodri nasce come dimora dell’omonima antica famiglia nobiliare, sopratutto per volontà di Benedetto, fabbriciere del Duomo e personalità importante presso gli Sforza in qualità di cavaliere.
Proprio per tale questo motivo le sorti della famiglia furono legate per lungo tempo a quelle della nobile famiglia milanese. Poi nel 1578, dopo l’occupazione spagnola, il palazzo fu venduto alla badessa Cornelia di Sorlino, che ne fece un monastero, fino alla soppressione tardo settecentesca che lo trasformò parte nel Monte di pietà e parte in casa di lavoro e industria. Del 1930 fu invece il restauro a cura di Cariplo che lo riportò al primitivo splendore.
Osservando il palazzo dall’esterno, si può notare la sobria facciata, arricchita da un raffinato fregio in cotto con scene marine di tritoni e sirene interrotte da ghirlande o medaglioni che racchiudono teste di profilo di carattere classico....
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