«La bella scoperta dopo la ripulitura: è del Genovesino»

1 DIC 22
Ultimo aggiornamento: 19:5616 MAG 25
Tradotto con IA
Versione italiana
Immagine di «La bella scoperta dopo la ripulitura: è del Genovesino»
La saggezza popolare invita a non fermarsi alla superficie di ciò che gli occhi vedono, ma di andare oltre, perché l’apparenza può nascondere a volte interessanti realtà. Una conferma di ciò riguarda un’opera d’arte acquisita recentemente dal gallerista Pietro Quattriglia Venneri. Inizialmente attribuita a una generica scuola lombarda, si è rivelata invece opera del Genovesino. Abbiamo incontrato Venneri nella sua galleria PQV Fine Art per conoscere la storia del quadro tra passato, presente e futuro.
Come si è arrivati ad attribuire questa opera al Genovesino?
«Questa piccola tela ha una storia molto particolare: era in casa di un collezionista da tempo, ritenuta opera di generica scuola lombarda, senza ipotesi di particolari attribuzioni. Il soggetto raffigurato era indicato come Sant’Agostino, perché era abbastanza evidente che fosse uno dei grandi Padri della Chiesa; si nutriva però qualche dubbio, al pari della paternità dell’opera, sul reale personaggio rappresentato. Sottoposto a restauro e ad un’accurata pulitura, il dipinto riservava infatti una bella scoperta: durante le operazioni di rimozione della patina lasciata dai secoli, sul libro che il personaggio tiene in mano è emersa una scritta, <+S CORSIVO>De Etymologiae<+S TONDO>, testo fondamentale di riferimento della dottrina di Sant’Isidoro di Siviglia, figura eminente dei primi grandi Padri della Chiesa. Questa rivelazione, però, ha portato a formulare un’ipotesi completamente nuova ed inaspettata...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 8 DICEMBRE,  OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT