Tra memoria e futuro robotizzato: le performance di due giovani artisti

Domenica 20 e 27 novembre, gli spazi espositivi de “Il Triangolo Galleria d’Arte”, in vicolo della Stella 14, Cremona, diventeranno scenario di due appuntamenti con le performance di due giovani artisti: Clarissa Falco e Jacopo Martinotti. La ricerca di entrambi passa (anche) attraverso l’azione performativa, volta ora alla riflessione su un possibile futuro robotizzato, ora alla meditazione su un passato storico carico di fragile memoria.
Clarissa Falco, concentra il suo lavoro sul corpo, ponendolo in un constante dialogo con elementi, e movimenti meccanici. Nell’attività performativa, il binarismo macchina - corpo si estrinseca, in una gestualità automatica che fa apparire la performer “intrappolata” in un loop temporale, sempre uguale a sé stesso. Attraverso la sua ricerca, l’artista indaga nuove visioni e figurazioni del corpo, che lo portino a trasformazioni e controvalori positivi.
La ricerca di Jacopo Martinotti, già protagonista a Cremona, nel 2019, con l’installazione “The End” sul Po, ha invece come oggetto principale la Storia, intesa come materia plasmabile, sempre attualizzabile attraverso l’azione del corpo, che diviene “luogo” tangibile di confronto con la memoria, e la sua fragilità. Le gestualità sospese che connotano le azioni performative, sono il tentativo di una trascrizione del passato nel presente subito destinata, però, alla scomparsa, a testimonianza della natura fugace che ogni volontà di ricordo, e rappresentazione storica custodisce....
Clarissa Falco, concentra il suo lavoro sul corpo, ponendolo in un constante dialogo con elementi, e movimenti meccanici. Nell’attività performativa, il binarismo macchina - corpo si estrinseca, in una gestualità automatica che fa apparire la performer “intrappolata” in un loop temporale, sempre uguale a sé stesso. Attraverso la sua ricerca, l’artista indaga nuove visioni e figurazioni del corpo, che lo portino a trasformazioni e controvalori positivi.
La ricerca di Jacopo Martinotti, già protagonista a Cremona, nel 2019, con l’installazione “The End” sul Po, ha invece come oggetto principale la Storia, intesa come materia plasmabile, sempre attualizzabile attraverso l’azione del corpo, che diviene “luogo” tangibile di confronto con la memoria, e la sua fragilità. Le gestualità sospese che connotano le azioni performative, sono il tentativo di una trascrizione del passato nel presente subito destinata, però, alla scomparsa, a testimonianza della natura fugace che ogni volontà di ricordo, e rappresentazione storica custodisce....
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