Uomini di pace, in tempi turbolenti

10 NOV 22
Ultimo aggiornamento: 19:5416 MAG 25
Tradotto con IA
Versione italiana
Immagine di Uomini di pace, in tempi turbolenti
Mentre riflettevo sulla storia di Cremona in occasione di un significativo anniversario della sua fondazione ricorrente quest’anno, rileggendo accurati appunti presi al tempo dell’Università e fissati in un mio quadernetto, dimenticato e improvvisamente riemerso da una pila di carte che credevo perdute (allora non c’erano i computer!), nel corso della preparazione all’esame di epigrafia e di topografia dell’Italia antica sulla scorta delle indicazioni bibliografiche e con la guida del professor Tibiletti, mi tornava presente quel tempo lontano della storia romana a cui era indirizzata la mia ricerca di notizie sia nella famosa raccolta di epigrafi latine (il Corpus Iscriptionum latinarum) sia in fonti storico-letterarie. Ed ecco, dalla rilettura di quegli appunti, emergere, anche, la memoria pluridocumentata della fondazione della nostra città come colonia di diritto latino e della deduzione di coloni.
Particolarmente nota, tra le diverse testimonianze, quella del grande storico P. Cornelio Tacito (che ne accenna all’interno della narrazione dell’assedio subito da Cremona nel 69 d. C. e della sua distruzione, proiettando lo sguardo, tuttavia, alla ricostruzione della città e alla sua straordinaria ripresa); ma altri racconti esistono, e citazioni anche posteriori, come quella, di età umanistica, di due iscrizioni (tituli) descritti da Ciriaco Pizzicolli (noto come Ciriaco d’Ancona, epigrafista e archeologo, cosiddetto “padre dell’archeologia”, morto a Cremona nel 1452) confluiti nei suoi Commentari e poi riproposti nel Codice Picenardiano....
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 17 NOVEMBRE,  OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT