Un giovane “strambo” nella Torino di fine ‘800

Un giallo (ambientato a Torino alla fine dell’Ottocento) dalla trama assai godibile, capace oltretutto d’approfondire un elemento d’estrema attualità com’è il disagio mentale, circa il quale - oggi proprio come in passato, ahinoi - ancora tanto pregiudizio esiste. Ne sono autori Anna Vivarelli e Guido Quarzo, entrambi al lavoro su un’opera (“Gabbie”, proposta nel catalogo della casa editrice cremasca “Uovonero” e contenuta nell’esordiente collana “I Geodi sonori”) arricchita dai disegni di Peppo Bianchessi, formidabile - come d’abitudine - a sottolineare i passaggi maggiormente ricchi di pathos di un testo studiato ad hoc per la piena soddisfazione dei lettori dell’età più differenti.
«Anna e Guido, ormai da anni, sono conosciuti e apprezzati per la loro facilità di scrittura, nonché per la loro proficua esperienza nell’ambito della letteratura per ragazzi - spiega Bianchessi -. Mi ha entusiasmato lavorare sulla loro produzione per vari motivi, in primis perché il plot di “Gabbie” è lineare e complesso nel contempo, giacché esso allude a un certo tipo di chiusura mentale che contraddistingueva la società: chiunque fosse stato “altro” rispetto ai cosiddetti “normali” era segnato a dito, essendo egli considerato diverso, “alieno”...
«Anna e Guido, ormai da anni, sono conosciuti e apprezzati per la loro facilità di scrittura, nonché per la loro proficua esperienza nell’ambito della letteratura per ragazzi - spiega Bianchessi -. Mi ha entusiasmato lavorare sulla loro produzione per vari motivi, in primis perché il plot di “Gabbie” è lineare e complesso nel contempo, giacché esso allude a un certo tipo di chiusura mentale che contraddistingueva la società: chiunque fosse stato “altro” rispetto ai cosiddetti “normali” era segnato a dito, essendo egli considerato diverso, “alieno”...
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