“Uno” e molteplice oltre la realtà

Oggi, venerdì 28 ottobre, alle ore 17.30, sarà inaugurata la mostra “UNO”, esposizione che vede in dialogo due artisti bresciani Giovanni Arici e Federica Frati, presso le sale espositive del Museo della Stampa, Centro Studi Stampatori Ebrei Soncino, in via Lanfranco, 6/8, a cura del Maestro Incisore Luciano Pea.
Il linguaggio dei due incisori - pittori, è differente: Arici osserva il mondo in modo minuzioso, dando vita ad immagini, altre rispetto al reale, e verissime allo stesso tempo; Frati sporca la tangibilità con gesti istintivi e masse cromatiche, generando delle raffigurazioni cupe e desolate. Il titolo “UNO” raccoglie svariati contrasti: “uno” che ingloba in sé la realtà molteplice, “uno” come risultato di due visioni, “uno” come pezzo unico che si oppone al lavoro seriale derivante dalla stampa, “uno” come ogni essere umano che si crede “uno”, e non sa che è altro agli occhi dei suoi simili.
Federica Frati, utilizza la tecnica Monotipo su tela o carta (tecnica ibrida che unisce la pittura alla stampa calcografica). Le immagini realizzate con la tecnica monotipo sono opere uniche e non riproducibili.
Giovanni Arici invece, utilizza tecnica mista, acquaforte, ceramolle e acquatinta.
Come si diceva, il curatore della mostra è Luciano Pea che vive e lavora a Brescia. Docente di incisione e tecniche pittoriche alla Libera Accademia di Belle Arti (L.A.B.A) di Brescia. Si è formato all’Accademia di Belle Arti di Brera. Artista particolarmente attento alle qualità tonali e, alle modulazioni cromatiche del colore, si esprime essenzialmente attraverso le tecniche pittoriche e calcografiche....
Il linguaggio dei due incisori - pittori, è differente: Arici osserva il mondo in modo minuzioso, dando vita ad immagini, altre rispetto al reale, e verissime allo stesso tempo; Frati sporca la tangibilità con gesti istintivi e masse cromatiche, generando delle raffigurazioni cupe e desolate. Il titolo “UNO” raccoglie svariati contrasti: “uno” che ingloba in sé la realtà molteplice, “uno” come risultato di due visioni, “uno” come pezzo unico che si oppone al lavoro seriale derivante dalla stampa, “uno” come ogni essere umano che si crede “uno”, e non sa che è altro agli occhi dei suoi simili.
Federica Frati, utilizza la tecnica Monotipo su tela o carta (tecnica ibrida che unisce la pittura alla stampa calcografica). Le immagini realizzate con la tecnica monotipo sono opere uniche e non riproducibili.
Giovanni Arici invece, utilizza tecnica mista, acquaforte, ceramolle e acquatinta.
Come si diceva, il curatore della mostra è Luciano Pea che vive e lavora a Brescia. Docente di incisione e tecniche pittoriche alla Libera Accademia di Belle Arti (L.A.B.A) di Brescia. Si è formato all’Accademia di Belle Arti di Brera. Artista particolarmente attento alle qualità tonali e, alle modulazioni cromatiche del colore, si esprime essenzialmente attraverso le tecniche pittoriche e calcografiche....
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