Mantelli e gli anni de “L’Eroica”

Prosegue fino all’11 dicembre la mostra “Una bizzarra bellezza. Emilio Mantelli e la grafica europea”, presso il Museo Civico di Crema e del Cremasco, ospitata nelle Sale Agello. La mostra, prodotta dal Museo Civico di Crema e del Cremasco, a cura di Edoardo Fontana, intende portare alla conoscenza di un ampio pubblico lo xilografo Emilio Mantelli (1884-1918) inserendolo nel contesto del ricco panorama artistico dell’incisione italiana ed europea dei primi anni del Novecento, del quale fu figura di spicco e certamente artista tra i più significativi. Il curatore, Fontana, ci racconta di come la scelta sia ricaduta su Mantelli: «Io sono uno storico dell’arte e della grafica, e nei miei studi ho approfondito il periodo degli ultimi anni dell’Ottocento. La xilografia allora traeva nuova linfa dalla sua relazione con l’editoria (dato che la xilografia è un tipo di incisione in rilievo, non è difficile inserire la matrice di legno nelle forme tipografiche, stampando così testo e immagini contemporaneamente ndc). In precedenza, nel Cinquecento, l’incisione era diventata il mezzo per illustrare i primi libri a stampa. Dal 1880 alcuni gruppi di artisti si ritrovano a contatto con l’editoria e come un’onda si propaga questo nuovo impulso per la xilografia. Si producono vere e proprie immagini per i libri illustrati. Nel 1903 Adolfo De Carolis realizza per D’Annunzio la copertina de La figlia di Iorio con un’illustrazione xilografata. De Carolis attira su di sé l’attenzione, e così si forma intorno a lui una scuola....
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