Tour guidati e ospiti d’eccezione: affreschi senza più segreti

Ci sarà Crema ma non mancheranno i dintorni. Per le Giornate d’Autunno, la Delegazione FAI di Crema sceglie di accompagnare i visitatori alla scoperta non solo dell’arte pittorica «del più grande pittore barocco del cremasco, Gian Giacomo Barbelli», ma anche di una sorprendente storia legata al recupero dei suoi affreschi. Recupero che ha coinvolto un’intera, piccola comunità, quella di Casaletto Vaprio. Ancora dintorni con Quintano, e stavolta l’artista da scoprire è Carlo Urbino, attivo a Crema e a Milano nel Cinquecento. Cominciamo, dunque, con l’itinerario dedicato a Gian Giacomo Barbelli. «Intanto, vorrei segnalare - precisa Annalisa Doneda, capo delegazione FAI di Crema - che non è necessario che le persone facciano il percorso completo comprendente tutte e tre le aperture (tra l’altro in caso di bel tempo, come ci auguriamo, raggiungibili anche attraverso le piste ciclabili): ciascun partecipante alle Giornate FAI potrà scegliere in autonomia cosa vedere e da dove cominciare». Filo conduttore, senza dubbio, «gli affreschi di Gian Giacomo Barbelli, il più importante pittore di epoca barocca del cremasco (è nato a Offanengo nel 1604)». Ma, dicevamo, a Casaletto Vaprio è successo qualcosa in più: un’operazione di recupero che merita di essere raccontata. «Gli affreschi realizzati tra il 1640-42 nell’ex chiesa di San Giorgio, erano stati “strappati” e venduti nel 1946 dal parroco di allora al grande collezionista cremasco Paolo Stramezzi che li aveva posizionati in una cappella realizzata nella villa “La Perletta”. La vendita degli affreschi avrebbe consentito, infatti, al parroco di completare l’apparato decorativo della nuova chiesa, costruita tra il 1912 e il 1914. Ebbene, il Comune e l’intera comunità di Casaletto Vaprio, con uno sforzo non indifferente, ha deciso di riacquistare gli affreschi e nel 2019 è iniziato il restauro. Ora dopo un lavoro complesso e innovativo....
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