Oltre il visibile: in cerca di una verità trascendente

Libero Donarini espone le sue opere migliori: dal 3 al 25 settembre nelle Sale Agello del Museo Civico di Crema “Sileatur, tra realtà e visione nel grande silenzio” racconta in circa cento quadri il suo percorso artistico, dagli esordi fino alla produzione attuale. L’inaugurazione sarà sabato alle ore 17 (la mostra si potrà visitare il martedì dalle 15 alle 19 e dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19). Nato il 12 luglio 1946 a Trescore Cremasco, Donarini dopo gli studi classici a Crema, è diventato allievo del noto pittore cremasco Giuseppe Perolini. Ha esordito nel 1966 per poi diventare protagonista di innumerevoli personali, rassegne e premi nazionali. Attualmente vive e lavora a Pieranica.
Libero, perché il titolo “Sileatur”? Cosa significa “dipingere il silenzio”?
«Vivo per la pittura e nel corso della carriera ho conosciuto diverse fasi, oscillando tra figurativo ed astratto, cercando ogni volta, però, di non accontentarmi del visibile e puntando ad una visione dell’assoluto. Il mio scopo, anche nelle immagini di natura, è svelare la vocazione alla trascendenza della realtà. Esiste un ordine superiore e divino che l’arte ha la missione di raccontare e mostrare. “Sileatur” è il titolo scelto per una mostra che ha il compito di raccontare tutto il mio percorso. Fin dall’inizio ho compreso che la mia vocazione artistica era profondamente ispirata dal silenzio e da una sensibilità rivolta all’assoluto, alla ricerca di una verità trascendente, al desiderio di cogliere una sostanza metafisica nel fluire indistinto della realtà. Nulla più del fascino del silenzio è in grado di esprimere i miei concetti di pittore»....
«Vivo per la pittura e nel corso della carriera ho conosciuto diverse fasi, oscillando tra figurativo ed astratto, cercando ogni volta, però, di non accontentarmi del visibile e puntando ad una visione dell’assoluto. Il mio scopo, anche nelle immagini di natura, è svelare la vocazione alla trascendenza della realtà. Esiste un ordine superiore e divino che l’arte ha la missione di raccontare e mostrare. “Sileatur” è il titolo scelto per una mostra che ha il compito di raccontare tutto il mio percorso. Fin dall’inizio ho compreso che la mia vocazione artistica era profondamente ispirata dal silenzio e da una sensibilità rivolta all’assoluto, alla ricerca di una verità trascendente, al desiderio di cogliere una sostanza metafisica nel fluire indistinto della realtà. Nulla più del fascino del silenzio è in grado di esprimere i miei concetti di pittore»....
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