Luoghi del Cuore: Villa Dati nella top 100

La più amata dai cremonesi. E’ Villa Dati, al momento - ma si può votare fino a dicembre -, il “Luogo del Cuore” del Fai per quanto riguarda il nostro territorio. Attualmente è all’80esimo posto di una classifica che sarà nuovamente aggiornata il prossimo 20 di settembre. A questa antica dimora storica, oggi sede del Comune di Cella Dati, la Delegazione e il Gruppo Fai Giovani di Cremona ha dedicato quattro giornate di approfondimento per raccontarne la storia e il recupero. L’ultima è fissata per sabato 3 settembre, con visite guidate dalle 15.30 alle 18.30 a cura di Claudia Leggeri e Davide Bruneri.
Un po’ di storia. Villa Dati fu costruita sulle rovine di una fortezza a partire dal 1642 su commissione del nobile Paolo Dati che affidò il progetto a Carlo Natali mentre il figlio, Giovanni Battista, si occupò della decorazione pittorica degli ambienti al piano terreno - spiegano in una nota Alessandro Bonci, Capo delegazione FAI di Cremona e la restauratrice Alberta Carena, delegata FAI -. Con la morte della marchesa Antonia Ugolani Dti, avvenuta nel 1828, la villa passò in un primo momento agli Albertoni, nel 1854 ai Barbò e dal 1889 al Comune di Cella Dati.
Amministratori e impiegati investono, da sempre, la propria energia per reperire le risorse necessarie alla manutenzione del complesso e al suo restauro. Dopo i lavori della facciata sud e dei prospetti esterni, sottratti al degrado dal 2014 al 2016 - scrivono ancora Bonci e Carena - si è passati al recupero dello scalone ottocentesco e, in ultimo, all’impresa più impegnativa, considerate le dimensioni e le risorse di un comune così piccolo: il restauro del salone d’onore. Sulla volta di quest’ultimo fu affrescato da Giovan Battista Natali intorno alla metà del Seicento il “Concilio degli Dei”, copia della decorazione barocca di Pietro da Cortona in Palazzo Pamphili a Roma...
Un po’ di storia. Villa Dati fu costruita sulle rovine di una fortezza a partire dal 1642 su commissione del nobile Paolo Dati che affidò il progetto a Carlo Natali mentre il figlio, Giovanni Battista, si occupò della decorazione pittorica degli ambienti al piano terreno - spiegano in una nota Alessandro Bonci, Capo delegazione FAI di Cremona e la restauratrice Alberta Carena, delegata FAI -. Con la morte della marchesa Antonia Ugolani Dti, avvenuta nel 1828, la villa passò in un primo momento agli Albertoni, nel 1854 ai Barbò e dal 1889 al Comune di Cella Dati.
Amministratori e impiegati investono, da sempre, la propria energia per reperire le risorse necessarie alla manutenzione del complesso e al suo restauro. Dopo i lavori della facciata sud e dei prospetti esterni, sottratti al degrado dal 2014 al 2016 - scrivono ancora Bonci e Carena - si è passati al recupero dello scalone ottocentesco e, in ultimo, all’impresa più impegnativa, considerate le dimensioni e le risorse di un comune così piccolo: il restauro del salone d’onore. Sulla volta di quest’ultimo fu affrescato da Giovan Battista Natali intorno alla metà del Seicento il “Concilio degli Dei”, copia della decorazione barocca di Pietro da Cortona in Palazzo Pamphili a Roma...
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