“Correre verso Dio e verso gli altri”

14 LUG 22
Ultimo aggiornamento: 19:5016 MAG 25
Tradotto con IA
Versione italiana
Immagine di “Correre verso Dio e verso gli altri”
“Corriamo come matti non solo a Dio, ma ancora verso il prossimo”: queste sono le parole di un giovane cremonese del XVI secolo che lascerà, non solo un segno indelebile nel suo tempo, ma anche una grande eredità fino ai giorni nostri. È utile però iniziare la storia dal principio.
Antonio Maria, questo il suo nome, nasce a Cremona nel 1502, epoca in cui la città è sotto il controllo veneziano; di lì a poco passerà agli Sforza e successivamente agli Asburgo di Spagna. Il padre Lazzaro Zaccaria appartiene ad un nobile casato cittadino e la madre Antonina alla distinta famiglia Pescaroli, di cui si risentirà parlare nei secoli successivi.
Nella casa di via Ripa d’Adda, ora via Beltrami, Antonio Maria rimane orfano di padre a soli pochi mesi di vita; la madre, vedova a soli diciotto anni, al contrario di quanto si era soliti fare, decide di non risposarsi per dedicare tutta la vita al figlio e alla sua educazione volta all’aiuto verso il prossimo, specie nei confronti dei più bisognosi. Trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Cremona, dove frequenta il ginnasio, per poi spostarsi con la madre a Pavia allo scopo di approfondire gli studi di filosofia. Solo successivamente si delinea la sua scelta professionale: gli studi di medicina dal 1520 all’Università di Padova, importante e celebre polo culturale a livello europeo.
Prima di partire Antonio Maria sottoscrive un atto che esplicita la sua attitudine: lascia ogni diritto di proprietà alla madre, sicuro che lei avrebbe provveduto per il suo stretto necessario nel periodo degli studi. La propensione all’essenzialità, la vocazione verso il prossimo già era manifesta: come quel giorno in cui, adolescente, si tolse il bel mantello di seta per vestire un poverello incontrato per strada.
In quattro anni si laurea e, tornato in patria, si dedica alla professione iniziando, sotto la guida di anziani medici, l’attività di cura dei malati, con una particolare attenzione verso i più poveri e indigenti. Antonio Maria sembra però rendersi presto conto che gli uomini e le donne che incontra hanno bisogno sicuramente di cure nel fisico ma ancor più nell’anima....
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 21 LUGLIO,  OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT