Ricordo di un artista senza compromessi

2 GIU 22
Ultimo aggiornamento: 19:4916 MAG 25
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Dal 4 aprile al 29 maggio, l’elegante padiglione “Andrea Amati” del Museo del Violino ha ospitato la Mostra antologica delle opere del maestro scultore Mario Coppetti. Credo con sincero compiacimento constatare che si è trattato di una splendida manifestazione artistica, che ha visto esposte ben novanta sculture della copiosa produzione di Coppetti e che è stata meta ininterrotta di numerosi visitatori, soprattutto da altre città.
Il professor Rodolfo Bona è il curatore di una monografia acuta sul Coppetti, scritta con obiettiva serenità e competenza. Altri collaboratori hanno contribuito a valorizzare un artista degno del miglior apprezzamento.
Dopo l’esauriente ampiezza della bellissima monografia, la mia testimonianza è solo una delle tante impressioni ed emozioni di un qualsivoglia visitatore. D’altra parte la pluralità di ispirazione, la consumata perizia tecnica che caratterizzano - dagli anni ‘30 del secolo scorso al 2018 - l’opera di Mario Coppetti rende difficile, anche ai “competenti”, determinare un momento culminante in quella “escalation” artistica quanto un preciso e totale giudizio. L’affluenza e il pieno consenso dei visitatori sono l’indizio del sereno godimento offerto da questa rassegna; un limpido piacere quale solo può dare, nella sua trasparente accessibilità e completezza, l’opera d’arte. Chi poi da decenni conosce e stima il Maestro, quasta antologica ha destato profonda commozione.
Tra le opere che hanno destato una particolare attenzione spicca La “pietà” laica: di questa scultura il critico d’arte, Donatella Migliore, scrisse il 25 aprile 2015: “... la madre/madonna mostra al mondo, con le braccia aperte che cercano di sorreggere il peso del figlio morto, il risultato di quella obbedienza cieca, la conseguenza nefasta del proseguire nella violenza....
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