Ristoro per gli occhi e lo spirito

2 GIU 22
Ultimo aggiornamento: 19:4916 MAG 25
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Immagine di Ristoro per gli occhi e lo spirito
Il desiderio di un luogo ‘ameno’, di riposo per gli occhi e per lo spirito, è proprio dell’uomo, e l’elemento naturalistico è strettamente connesso non solo con la sua vita reale, ma con il suo immaginario. Immagini di fiori sono state individuate, fin dai tempi più antichi, già in alcune pitture rupestri. Un giardino organizzato è tuttavia altra cosa e, come è logico, presenta, attraverso il tempo, caratteri, finalità e significati diversi, di cui possediamo tracce concrete, testimonianze pittoriche e archeologiche e trasposizioni descrittive in testi sia in prosa che in versi. Della suggestione dei giardini molti hanno scritto e parlato, anche in casa nostra. Tra i numerosi interventi e iniziative recenti non va certo taciuto il ciclo di incontri sul tema, declinato in più direzioni, organizzato alcuni anni addietro dall’associazione ex alunni del Liceo ‘Manin’ e dalla delegazione cremonese dell’AICC, con i contributi di illustri specialisti - ciascuno nel suo ambito - dal teologo concittadino R. Cavedo ai professori G. Ventura (Università di Firenze), M. Cappucci (Università di Bologna), M. Caraci Vela, C. Martignoni e M. Harari (dell’Ateneo Pavese) e G. Cazzaniga (di quello Pisano), le cui relazioni, sintetizzate e pubblicate da chi scrive, risultano tuttora fonte preziosa. E’ bello in questo mese, nella stagione del grande rigoglio della natura e dell’opulenza dei giardini, da quelli di grandi dimensioni a quelli più modesti ma non meno ricchi di fascino che si intravedono da cancellate e ‘dischiusi portoni’, non limitarsi a goderne esteticamente contemplandoli o respirandone i profumi, ma condividere alcune riflessioni sulla storia del giardino e sulla sua connessione con il tessuto storico-culturale nelle varie epoche. Nei testi veterotestamentari sono frequenti le citazioni riferite non al giardino come insieme di coltivazioni atte a creare un paesaggio artificiale, con funzione ornamentale (ben nota ai Babilonesi), ma agli orti, agli alberi da frutto presentati quasi in forma elencativa: l’olivo, la vite, il fico, che per la loro produttività nel libro dei Giudici sono contrapposti al rovo improduttivo, simbolo di vanità. Tuttavia, accanto a orti e frutteti, si citano anche tre giardini veri e propri: il ‘gan’ di Eden, il giardino di cui si parla nel Cantico dei Cantici e quello in cui spicca l’albero cosmico. Del primo si legge in Genesi, 2, 9 ss.: “Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male....
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