E la classicità diventa veicolo narrativo del nostro quotidiano

Fino al 12 giugno, il DAV - Dipartimento di Arti Visive di Soresina, (in via Matteotti 2/4) presenta un nuovo, intrigante progetto: “Una classica teoria” a cura di Chiara Bolzoni e Francesco Mutti. L’evento ha il Patrocinio del Comune di Soresina.
La mostra nasce dalla più ampia idea di bellezza, su quali siano i suoi presupposti e, quali i suoi effetti, sul caleidoscopico universo dell’arte contemporanea. Tutto ruota attorno alla fondamentale questione di un fruitore lontano dall’arte che lo rappresenta, mentre sempre più spesso l’attenzione si sposta allo sviluppo di un’opera d’arte che, presenti al suo interno brani di arte classica o, riferita a un passato, che viene considerato nobile. I motivi, sono chiariti, dai sette artisti chiamati a raccontare il fenomeno dell’utilizzo della classicità, come strumento narrativo: Concetta Capotorti (Roma, 1950), Giada Fedeli (Volterra, 1984), Margherita Lipinska (Gdynia - Polonia, 1964), Federico Benedetti (Pietrasanta, 1972), Easypop (progetto romano nato nel 2014 sotto la spinta propulsiva del tarantino Roberto Mazzeo), Paolo Nicolai (Carrara, 1971) e Zino (Teramo, 1973). Una cinquantina di opere tra sculture, opere a parete e installazioni, di sette artisti contemporanei che utilizzano, saltuariamente o in maniera continua, il tema proveniente da un momento storico diverso dal nostro (antichità greca e romana; ma anche umanista e rinascimentale; e persino neo-classica) per raccontare altro del nostro contemporaneo, mediante un ideale estetico che è stato “scelto” come veicolo di bellezza oggettiva, a prescindere dal gusto....
La mostra nasce dalla più ampia idea di bellezza, su quali siano i suoi presupposti e, quali i suoi effetti, sul caleidoscopico universo dell’arte contemporanea. Tutto ruota attorno alla fondamentale questione di un fruitore lontano dall’arte che lo rappresenta, mentre sempre più spesso l’attenzione si sposta allo sviluppo di un’opera d’arte che, presenti al suo interno brani di arte classica o, riferita a un passato, che viene considerato nobile. I motivi, sono chiariti, dai sette artisti chiamati a raccontare il fenomeno dell’utilizzo della classicità, come strumento narrativo: Concetta Capotorti (Roma, 1950), Giada Fedeli (Volterra, 1984), Margherita Lipinska (Gdynia - Polonia, 1964), Federico Benedetti (Pietrasanta, 1972), Easypop (progetto romano nato nel 2014 sotto la spinta propulsiva del tarantino Roberto Mazzeo), Paolo Nicolai (Carrara, 1971) e Zino (Teramo, 1973). Una cinquantina di opere tra sculture, opere a parete e installazioni, di sette artisti contemporanei che utilizzano, saltuariamente o in maniera continua, il tema proveniente da un momento storico diverso dal nostro (antichità greca e romana; ma anche umanista e rinascimentale; e persino neo-classica) per raccontare altro del nostro contemporaneo, mediante un ideale estetico che è stato “scelto” come veicolo di bellezza oggettiva, a prescindere dal gusto....
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