Come “Avatar nel metaverso”: passaggio verso la Criptoarte

«Vorremmo riuscire ad avvicinare la gente alla novità degli NFT, tentando di capire se questi costituiranno davvero le opere d’arte del futuro...». Questo l’obiettivo principale che si prefigge di raggiungere il gallerista Pietro Quattriglia Venneri con la mostra Mechanical animals del digital art designer cremonese Luca Baldocchi. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino a domenica 15 nella galleria PQV Fine Art a Palazzo Fodri in corso Matteotti 17 a Cremona, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
Prima di entrare nel vivo, è necessaria una premessa sul “metaverso”, dato che oggi con sempre maggiore frequenza se ne sente parlare, anche nel mondo dell’arte. Se, spinti dalla curiosità di approfondire, o di capire, si cerca sulla Treccani, si scopre che questo termine fu coniato esattamente trent’anni fa dallo scrittore americano Neal Stephenson nel romanzo cyberpunk “Snow crash“ per indicare uno spazio tridimensionale all’interno del quale le persone fisiche possono muoversi, condividere e interagire. Si tratta quindi di una realtà virtuale condivisa tramite internet, dove ogni singola persona è rappresentata da un avatar. In sostanza, il metaverso offre tridimensionalità alle nostre esperienze digitali che diventano così immersive. Il mondo dell’arte, in seguito alle stringenti norme imposte dalla pandemia, è stato fra i primi a sperimentare queste nuove modalità di fruizione degli spazi espositivi.
Tornando alla mostra, in occasione del vernissage, il gallerista ha chiarito origine e scopi di questa esposizione, composta da otto opere “fisiche” nate in NFT Art...
Prima di entrare nel vivo, è necessaria una premessa sul “metaverso”, dato che oggi con sempre maggiore frequenza se ne sente parlare, anche nel mondo dell’arte. Se, spinti dalla curiosità di approfondire, o di capire, si cerca sulla Treccani, si scopre che questo termine fu coniato esattamente trent’anni fa dallo scrittore americano Neal Stephenson nel romanzo cyberpunk “Snow crash“ per indicare uno spazio tridimensionale all’interno del quale le persone fisiche possono muoversi, condividere e interagire. Si tratta quindi di una realtà virtuale condivisa tramite internet, dove ogni singola persona è rappresentata da un avatar. In sostanza, il metaverso offre tridimensionalità alle nostre esperienze digitali che diventano così immersive. Il mondo dell’arte, in seguito alle stringenti norme imposte dalla pandemia, è stato fra i primi a sperimentare queste nuove modalità di fruizione degli spazi espositivi.
Tornando alla mostra, in occasione del vernissage, il gallerista ha chiarito origine e scopi di questa esposizione, composta da otto opere “fisiche” nate in NFT Art...
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