«Nella sua arte, le tragedie di un secolo e i suoi tormenti»

14 APR 22
Ultimo aggiornamento: 19:4616 MAG 25
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«Sono cresciuta giocando con le schegge e sentendo il rumore dello scalpello sul marmo che riempiva tutta la casa, dallo studio alla soffitta, vedendo mio padre salire in casa stanco, coperto di polvere candida, con la mamma preoccupata perché respirava troppa polvere o perché non arrivava mai a casa, assorbito dalla passione politica. Poi il rumore è divenuto più raro, la passione per l’arte ha ceduto un poco di posto alla passione politica e sono venuti gli anni dell’impegno amministrativo […]. Poi, il rumore del martello ha ripreso a farsi sentire: era tornato a dedicarsi a tempo pieno all’arte; ma arte e impegno civile in lui sono stati indissolubilmente intrecciati: in tutta la sua opera è presente la storia. […] Fin da piccola lo accompagnavo in corteo dal Cimitero al Comune e lo ascoltavo fiera mentre commemorava il 25 aprile dall’Arengo: era per lui una data sacra. Per questo, siamo felici di aver potuto regalargli questa mostra, dove si mescolano arte e storia, in coincidenza con il 25 aprile: è come se fosse presente per festeggiare un altro anniversario», scrive Silvia Coppetti, Presidente della Fondazione Mario Coppetti nell’introduzione al catalogo della mostra omonima: Il Novecento di Mario Coppetti, nell’atelier dello scultore.
Il volume, è a cura di Rodolfo Bona: «Il lavoro è stato svolto in larga misura tra 2019 e 2020, e la redazione del testo è avvenuta durante i mesi più duri della pandemia. La mostra era stata pensata proprio per il 2020 ma le restrizioni e le difficoltà legate a quel difficile passaggio hanno ripetutamente impedito il suo allestimento» ci racconta....
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