“Stava in lacrime la Madre addolorata...”

14 APR 22
Ultimo aggiornamento: 19:4616 MAG 25
Tradotto con IA
Versione italiana
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Tempo di preparazione alla Pasqua di Resurrezione. Nella processione del venerdì santo e nella celebrazione della Via Crucis capita di sentir risuonare, in alternanza con letture adeguate, parole di invocazione a Maria, madre del Crocifisso, dette o cantate, perché aiuti il fedele a compartecipare al suo dolore. Il dolore di Cristo cioè, condiviso dalla madre straziata. Ciò richiama alla mente parole e situazioni cristallizzate nella notissima sequenza liturgica nota come “Stabat Mater”, una delle cinque - tra le tante sorte nel Medioevo - lasciata nel Messale da papa Pio V: “Stava in lacrime la Madre addolorata accanto alla croce mentre il Figlio vi era appeso […] Oh, madre fonte d’amore, fammi sentire la violenza del dolore affinché io pianga con te.[…] Fammi condividere il dolore del Crocifisso […]”. Così inizia il testo (qui come in seguito proposto, per opportunità, nella traduzione italiana anziché nell’originale latino), organizzato in strofe (sestine) e rimato, del tipo detto ‘vittorino’ perché segue l’uso dell’abbazia di S. Vittore, fondata a Parigi nel 1113 da Guglielmo di Champeaux. La sequenza ha una lunga storia e subisce nel tempo varie trasformazioni. Originariamente era destinata alla preghiera individuale, come conferma il fatto che è formulata in prima persona: è cioè l’orante che, in uno spirituale colloquio, invoca la Madre di Dio perché gli consenta di percepire, facendola propria, la forza del dolore, di ardere d’amore per Cristo e di sentire le sue piaghe impresse nel proprio cuore. Dai cosiddetti “Orazionali” (i libri di preghiere) la sequenza passa al “Messale” e al “Breviario”, specificamente destinata all’Ufficio del 15 settembre, più noto come l’Ufficio “dei Sette Dolori di Maria” in quanto dedicato a Maria addolorata, e si estende al venerdì precedente la settimana santa....
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