Il riscatto del “santo falegname”

17 MAR 22
Ultimo aggiornamento: 19:4516 MAG 25
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Nel 1479 nel calendario romano papa Sisto IV istituisce la festa di San Giuseppe nel giorno del 19 marzo. La data segna lo spartiacque fra i primi secoli del cristianesimo e l’età moderna per quanto riguarda l’attenzione che la chiesa pone sulla figura del santo falegname e di conseguenza l’attenzione che anche gli artisti riservano per la rappresentazione di quest’uomo.
Nei primi secoli la figura di Giuseppe è piuttosto marginale sia per quanto riguarda il rituale sacro sia per quanto riguarda il mondo dell’arte. Per mettere in maggior risalto la figura di Maria e il concepimento di Gesù per opera dello Spirito Santo, la figura di Giuseppe è volutamente resa marginale e proprio per questo motivo fatica a trovare adeguato spazio nella tradizione popolare e figurativa. Sfogliando le pagine della Sacra Scrittura, già diventa evidente la sua marginalità nella Storia della Salvezza. Risuona particolarmente evidente la sua totale assenza nei testi di Marco e Giovanni, mentre nei Vangeli di Matteo e Luca interpreta un ruolo apparentemente secondario, come se fosse una delle tante figure di sfondo agli episodi relativi alla vita di Gesù.
Giuseppe è quasi sempre descritto come protagonista passivo: addormentato, durante la notte, a Giuseppe appare spesso in sogno un Angelo con il compito di annunciare eventi che si realizzeranno nell’imminente futuro...
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