Arte dal Sol Levante Il futuro passa da qui

Sarà inaugurata domenica 20 febbraio, alle ore 17, presso il Dipartimento di Arti Visive di Soresina, in via Matteotti 2/4 la mostra collettiva “Mirai kara no kaze - Il Vento che viene dal Futuro”, a cura di Francesco Mutti. Primo vero progetto espositivo internazionale, organizzato dal DAV e patrocinato dal Comune di Soresina.
In mostra, una quarantina di opere di tre celebrati maestri provenienti dal Giappone, Kenji Takahashi, Miho Ikeda e Akiko Saheki, tra scultura, illustrazione, pittura e incisione. Un viaggio all’interno di un universo lontano e affascinante, mediato dalla capacità dell’arte di essere linguaggio universale, eppure così diverso da sovvertire ciò che sappiamo o crediamo di sapere. "Mirai kara no kaze" non è, infatti, l’avveniristica proposta di una società all’avanguardia che, con le sue conquiste tecnologiche, è in grado di rispondere anche ai nostri più futili bisogni; né quella di un ideale posticcio, teatralizzato quanto basta, come spirituale risposta terapeutica alla “frenesia”, di cui crediamo essere i soli soggetti a subirne l’effetto. Questo “vento” (Kaze) che viene dal futuro (Mirai) e che sospinge i nostri pensieri perché si realizzino come obiettivi, giunge invece, come una voce latente, un’idea legata all’intuito, quell’ispirazione salvifica che accompagna il momento della creazione e che, più o meno sviluppato, riesce a infondere in ognuno di noi il valore aggiunto, prima inesistente....
In mostra, una quarantina di opere di tre celebrati maestri provenienti dal Giappone, Kenji Takahashi, Miho Ikeda e Akiko Saheki, tra scultura, illustrazione, pittura e incisione. Un viaggio all’interno di un universo lontano e affascinante, mediato dalla capacità dell’arte di essere linguaggio universale, eppure così diverso da sovvertire ciò che sappiamo o crediamo di sapere. "Mirai kara no kaze" non è, infatti, l’avveniristica proposta di una società all’avanguardia che, con le sue conquiste tecnologiche, è in grado di rispondere anche ai nostri più futili bisogni; né quella di un ideale posticcio, teatralizzato quanto basta, come spirituale risposta terapeutica alla “frenesia”, di cui crediamo essere i soli soggetti a subirne l’effetto. Questo “vento” (Kaze) che viene dal futuro (Mirai) e che sospinge i nostri pensieri perché si realizzino come obiettivi, giunge invece, come una voce latente, un’idea legata all’intuito, quell’ispirazione salvifica che accompagna il momento della creazione e che, più o meno sviluppato, riesce a infondere in ognuno di noi il valore aggiunto, prima inesistente....
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