Tra “idee” e “figurine” in cerca di un sorriso

20 GEN 22
Ultimo aggiornamento: 19:4316 MAG 25
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Elio (Aurelio) Nolli, artista nato a Cremona nel 1951, in questo momento in mostra presso il Centro Arte Perini (Località Ponte 7, Castelvetro piacentino), vive e lavora a Casalbuttano. L’esposizione, dal titolo “Emozioni dipinte”, a cura di Simone Fappanni, a ingresso libero e nel rispetto delle norme anti Covid-19, è visitabile fino al 4 febbraio da lunedì a sabato dalle ore 9 alle 12 e dalle 15.30 alle 19.30, giovedì solo al pomeriggio.
Nolli, qual è la sua formazione culturale?
«Ho frequentato le scuole professionali, e poi ho lavorato come impiegato nello stabilimento agroalimentare di una multinazionale. Ero responsabile della manutenzione».
E come ha iniziato a dipingere? 
«Fin da bambino mi piaceva disegnare, e utilizzavo i pastelli di legno, quelli che avevo a disposizione. Ho cominciato però a dedicarmici seriamente dopo il militare, negli anni Settanta. Nel 1972 ho ripreso a dipingere con impegno. Come prima tecnica, la tempera. Non c’erano soldi per comprare colori più costosi. Ho iniziato copiando i pittori famosi che preferivo, come Van Gogh e Manet, gli impressionisti. Così, ho realizzato i primi lavori con la tecnica di tempera su carta. Il sabato e la domenica, insieme al pittore Ulisse Gualtieri, che viveva qui vicino, partecipavo a estemporanee e concorsi, è stato in questo modo che ho conosciuto gli oli e che ho iniziato a confrontarmi con gli altri pittori. Ho appreso la tecnica dell’olio su tela e su tavola, prima con i pennelli e poi con la spatola. Successivamente, ho abbandonato i pennelli perché nell’estemporanea dovevo essere veloce. Ho ottenuto anche diversi premi e riconoscimenti».
Quali sono i suoi temi preferiti?
«I miei temi preferiti sono i paesaggi, ma nei concorsi dipingo anche figure, e nature morte. Negli ultimi cinque o sei anni mi ero stufato del figurativo. Ho iniziato così con un astratto, e informale....
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