Opposti complementari: così l’arte dialoga

Bianco, nero. Non opposti ma complementari. Il dualismo per eccellenza costituisce l’anima della mostra allestita fino al 9 gennaio 2022 nelle sale Agello del centro culturale sant’Agostino, a Crema.
Marialisa Leone, Anna Mainardi e Maria Antonietta Rossi sono protagoniste di un percorso espositivo animato da stili espressivi molteplici, in cui dipinti, sculture e installazioni costituiscono la trama di un dialogo estetico aperto all’interpretazione.
Come spiegano le autrici - legate da una profonda amicizia - non si tratta di un progetto studiato a tavolino, bensì definito scegliendo con cura alcune tra le opere più significaitive realizzate nei rispettivi percorsi creativi. Punto d’incontro, la bicromia. Luce e ombra, vuoto e pieno, purezza e profondità. Un dinamismo che si riflette negli occhi dello spettatore, cui sta il compito di cogliere assonanze e interpretazioni, lasciandosi guidare dai sensi. Marialisa Leone si affida alla pittura, con opere in serie che tendono all’astrattismo richiamando elementi naturali. Il fascino della fibra vegetale emerge in più occasioni come concretizzazione dell’esperienza interiore, elaborata nell’atto espressivo. Al colore si uniscono inserti di materia, che donano spessore alle superfici e profondità ai segni vergati su tela e carta. L’elemento della scrittura si ritrova nelle opere di Maria Antonietta Rossi, che reinterpreta il dualismo dei non-colori giocando sul contrasto...
Marialisa Leone, Anna Mainardi e Maria Antonietta Rossi sono protagoniste di un percorso espositivo animato da stili espressivi molteplici, in cui dipinti, sculture e installazioni costituiscono la trama di un dialogo estetico aperto all’interpretazione.
Come spiegano le autrici - legate da una profonda amicizia - non si tratta di un progetto studiato a tavolino, bensì definito scegliendo con cura alcune tra le opere più significaitive realizzate nei rispettivi percorsi creativi. Punto d’incontro, la bicromia. Luce e ombra, vuoto e pieno, purezza e profondità. Un dinamismo che si riflette negli occhi dello spettatore, cui sta il compito di cogliere assonanze e interpretazioni, lasciandosi guidare dai sensi. Marialisa Leone si affida alla pittura, con opere in serie che tendono all’astrattismo richiamando elementi naturali. Il fascino della fibra vegetale emerge in più occasioni come concretizzazione dell’esperienza interiore, elaborata nell’atto espressivo. Al colore si uniscono inserti di materia, che donano spessore alle superfici e profondità ai segni vergati su tela e carta. L’elemento della scrittura si ritrova nelle opere di Maria Antonietta Rossi, che reinterpreta il dualismo dei non-colori giocando sul contrasto...
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