Arte tra le nuvole, il linguaggio universale nel segno di Marco Goi

2 DIC 21
Ultimo aggiornamento: 19:4016 MAG 25
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Marco Goi, nato a Viadana nel 1991, è un promettente artista che attualmente vive a Casalmaggiore, dove lavora come graphic designer e regista. Seguendo diversi percorsi di ricerca, Goi spazia dalla pittura alla materia, fino ad arrivare a forme d’arte digitali e vettoriali. I suoi progetti sono il prodotto di idee creative semplici: giocando con le associazioni visive riesce a creare soluzioni di linguaggio universale.

Goi, qual è la sua formazione culturale?
«Da ragazzino ero appassionato di computer, quello era il mondo misterioso che stava crescendo assieme a me, così alle superiori scelsi l’ITIS, mi iscrissi successivamente a ingegneria informatica a Parma, ma abbandonai dopo soli tre mesi capendo che avevo bisogno di assecondare il mio lato artistico. L’anno successivo frequentai la Libera Accademia di Belle Arti (LABA) di Brescia, con indirizzo Graphic Design, e finalmente trovai la mia strada: mi ha dato la consapevolezza e il coraggio di poter vivere usando la creatività».

E come ha iniziato?
«Avevo iniziato a dipingere come autodidatta da adolescente, ritraendo per lo più paesaggi. In concomitanza agli anni delle scuole superiori era iniziata la mia passione per la musica e lo studio del basso. Con l’ingresso in Accademia cominciai a dedicarmi anche alla grafica, all’arte digitale e al mondo video. Oggi, dopo aver passato alcuni anni lavorando nel settore della grafica, ho deciso di socchiudere quella porta e tenere per il momento solo due strade aperte: l’arte e il cinema»....
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