Un diario di viaggio svela la storia del cippo restaurato

25 NOV 21
Ultimo aggiornamento: 19:4016 MAG 25
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“Badate tutti a non danneggiare qui alcunché, con la mano o con la lingua, di nascosto o con la forza, poiché sconterete le pene meritate”. Poche parole incise nella pietra per un messaggio chiaro, rivolto a cittadini e viaggiatori che varcano le porte di Crema. Si tratta dell’iscrizione incisa su un cippo epigrafato risalente al dominio veneziano: è stato ritrovato in località Rovereto, frazione del Comune cremasco di Credera Rubbiano, e recentemente esposto nei chiostri del Centro Culturale sant’Agostino. «Era collocato nella roggia Rodino, detta anche “dei mulini”, che fino al secolo scorso si trovavano in prossimità del corso d’acqua», spiega Alessandro Barbieri, conservatore del Museo Civico di Crema e del Cremasco. Con ogni probabilità, il cippo è stato posto nella roggia per sostenere le ruote idrauliche di un mulino, che al momento non c’è più: probabilmente l’epigrafe è spezzata a causa della rimozione di queste». Nella parte alta mancano infatti due linee di iscrizione: «Ne abbiamo sedici, ma in totale sarebbero diciotto...Lo sappiamo grazie al diario di un viaggiatore inglese, che nel XVII secolo è passato da Crema e l’ha descritta nelle proprie memorie». Si tratta di Sir Philip Skippon, figlio di un generale dell’esercito inglese, che tra il 1663 e il 1666 ha intrapreso un fantastico viaggio di quattro anni per tutta l’Europa. Viaggiava con tre compagni, tra cui il suo maestro John Ray, noto naturalista britannico. Le notizie annotate sono state raccolte in due diari: quello di Skippon viene pubblicato solo nel 1732, riportando note di geografia, politica, architettura e arte, tutti aspetti che interessavano il giovane viaggiatore inglese....
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