«Le mie tavole passate a china, un modello unico e originale»

25 NOV 21
Ultimo aggiornamento: 19:4016 MAG 25
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Celebrare il ritorno in edicola (lo scorso martedì) di una storica testata a fumetti come Nick Raider avvalendosi dell’eleganza grafica di uno dei più talentuosi - nonché produttivi - disegnatori che il mercato italiano ancora possa vantare: Giovanni Freghieri. Una sorta di “ritorno al passato”, per l’autore emiliano: dopo avere tracciato lo skyline di New York per la serie di Martin Mystère, egli oggi offre una realistica versione della Big Apple, chiamata a fungere da scenario alle avventure ideate dal creatore della collana poliziesca (Claudio Nizzi).
Giovanni, lei è un autore straordinariamente poliedrico: sono numerose, infatti, le saghe a fumetti - bonelliane e non - sulle quali ha apposto la firma. Sulle pagine di Nick Raider, tuttavia, è un esordiente. Ci racconta quest’esperienza?
«È stato un lavoro impegnativo, di cui parlo senz’altro in termini positivi. Quella di Nizzi è una sceneggiatura “avvolgente”, con un’abbondanza di dettagli e di descrizioni che agevolano l’attività di ogni disegnatore. È uno stile “solido”, il suo: rende testimonianza di uno sterminato patrimonio culturale segnato da centinaia di libri letti e da altrettanti film visti nel corso degli anni. Nel primo episodio della serie, “Trent’anni dopo”, Nizzi ha rispolverato l’eroe di sua creazione tramite una storia “corale” in cui appaiono i principali personaggi della testata. Il lettore ha, così, modo di calarsi completamente nel contesto, riavviando quel virtuoso rapporto con il poliziotto della Grande Mela interrottosi tempo addietro». ...
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