«Sostengo l’arte nel ricordo di mia figlia Alina»

Fino al 10 ottobre, presso Palazzo Calciati Crotti in Corso Garibaldi, si riparte con una nuova mostra della fondazione “Artisti per Alina”, dal titolo “Giustizia”. Per la prima volta in un palazzo storico abitato dall’arte rinascimentale, saranno ospitate le opere di ventisei artisti contemporanei affermati nel panorama nazionale e internazionale, selezionati dal curatore Massimo Magurano. Ventisei artisti, quanti gli anni di Alina Marchetta, quando nel 2019 morì travolta da un’auto in corsa a Forlì, mentre passeggiava sul marciapiede in una domenica mattina come tante. Alla guida una ragazza ubriaca e sotto effetto di stupefacenti. Ventisei sono anche i quadri realizzati dalla madre di Alina, Sanda Sudor, artista olandese: ogni quadro è dedicato a un anno di vita della ragazza, e tutti insieme sono interconnessi da un unico filo conduttore. La “Giustizia”, la volontà di riconoscere e rispettare i diritti altrui attribuendo a ciascuno ciò che gli è dovuto secondo la ragione e la legge; nell’iconografia tradizionale rappresentata come una donna dalla figura maestosa, con gli attributi della spada e della bilancia.
La sede della mostra, Palazzo Calciati Crotti, nacque per volontà del conte Cesare Calciati che fece costruire l’edificio tra il 1763 e il 1766. Il palazzo, dimora nobiliare che ha mantenuto intatte le decorazioni interne, compreso il mobilio, le tappezzerie e le suppellettili, si trova nel cuore della città. La storia di questo edificio è strettamente connessa a quella della famiglia Calciati che ne è tuttora proprietaria. Il palazzo, che negli anni si è via via arricchito di un considerevole apparato decorativo, con affreschi di pittori di scuola cremonese, è stato restaurato tra il 2012 e il 2015. Di sicuro un incontro fortunato quello tra Caterina Zanardi Lanzi, erede della famiglia Calciati-Crotti, che amministra l’attività turistico-culturale del Palazzo, e Sanda Sudor presidentessa di Alina Art Foundation. «Alina non era soltanto mia figlia, ma la mia ragione per realizzare sogni e progetti, la mia ragione per creare, rivoluzionare e migliorare. Ritengo che nessuno potrà mai inventare una nuova lingua per sopravvivere alla morte di un figlio....
La sede della mostra, Palazzo Calciati Crotti, nacque per volontà del conte Cesare Calciati che fece costruire l’edificio tra il 1763 e il 1766. Il palazzo, dimora nobiliare che ha mantenuto intatte le decorazioni interne, compreso il mobilio, le tappezzerie e le suppellettili, si trova nel cuore della città. La storia di questo edificio è strettamente connessa a quella della famiglia Calciati che ne è tuttora proprietaria. Il palazzo, che negli anni si è via via arricchito di un considerevole apparato decorativo, con affreschi di pittori di scuola cremonese, è stato restaurato tra il 2012 e il 2015. Di sicuro un incontro fortunato quello tra Caterina Zanardi Lanzi, erede della famiglia Calciati-Crotti, che amministra l’attività turistico-culturale del Palazzo, e Sanda Sudor presidentessa di Alina Art Foundation. «Alina non era soltanto mia figlia, ma la mia ragione per realizzare sogni e progetti, la mia ragione per creare, rivoluzionare e migliorare. Ritengo che nessuno potrà mai inventare una nuova lingua per sopravvivere alla morte di un figlio....
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