La parola che... “illumina”

23 SET 21
Ultimo aggiornamento: 17:36 | 16 MAG 25
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Sarà inaugurata domani, sabato 25 settembre (ore 17.30) a Soncino presso il Museo della Stampa (via Lanfranco 6/8), la mostra personale di Manuela Bedeschi, “Scripta Manent”, a cura di Giuseppe Cavalli, responsabile del Museo della Stampa. La mostra sarà presentata dal critico d’arte Gianfranco Ferlisi, autore del testo di presentazione sul catalogo della mostra.
Manuela Bedeschi, “illumina” - letteralmente - il Museo della Stampa a Soncino, con immagini, opere luminose, vetrate squillanti di accensioni cromatiche che, costringono il visitatore, in una dimensione onirica. I gradini dell’antico torrione si trasformano in una scala verso il cielo. Il sogno, diventa chiave di lettura di un intervento artistico, in cui ogni senso può essere svelato e tutto può essere guardato, pensato e ascoltato. Ogni scritta luminosa è un invito a salire, come se si aprisse una porta magica che permette di riflettere, analizzare, capire, e continuare a scoprire l’infinita strada da percorrere. Le opere luminose invitano il visitatore ad interrogarsi, propongono uno stimolo alla fantasia e alla curiosità.
Nelle opere di Manuela - scrive Ferlisi - “I neon accesi di colori saturi, di parole incastonate negli antichi spazi del Museo, rendono tangibile qualcosa che, per definizione, senza supporto e materializzazione, resterebbe labile e volatile: il linguaggio verbale, col suo bagaglio lessicale, necessita infatti della parola scritta. A tutto ciò rimanda una sorta di truism luminoso (per dirlo alla maniera di Jenny Holzer) che recita Scripta Manent”.
Manuela, quali artisti legati alla Neon Art, hanno ispirato il suo percorso artistico?
«C’è un nome universalmente riconosciuto come il riferimento per eccellenza di questo tipo di arte, l’americano Bruce Nauman, ma molti altri sarebbero degni di essere ricordati. Personalmente ho a tutt’oggi il lavoro di Mario Merz come esempio ispiratore sempre presente, e anche tutta l’arte povera, movimento molto italiano, che ha saputo usare i materiali alternativi, a volte scartati, unendo spesso poetici segni o messaggi di luce. Questo corrisponde molto alla mia attenzione per l’oggetto umile, considerato non nobile, unitamente all’interesse per la contemporaneità dei nuovi media, nel mio specifico del neon»....
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