«Con Lukas ho liberato la fantasia Un debutto felice ed emozionante»

Temeva il giudizio dei lettori (lo confessa nelle righe che seguono), eppure oggi è - con pieno merito - uno dei disegnatori italiani di fumetti più stimati: con il suo tratto “spigoloso” e con la sua pennellata vigorosa, Michele Benevento è entrato a buon diritto nel sempre più ristretto - e ambìto - novero di maestri del pennino e della china. Abnegazione e talento: eccoli, i tratti distintivi di un eccellente protagonista della scena artistica nazionale.
Torniamo al 2014: il primo albo di Lukas, “Deathropolis”, appariva nelle edicole d’Italia. Quale ricordo conserva di quell’esperienza?
«Fu, quello, un periodo di enorme fibrillazione per me: era il primo vero banco di prova presso la Casa editrice, e io mi sentivo addosso gli occhi di tutti. Confesso una certa dose di nervosismo, non sapevo se il personaggio sarebbe piaciuto o meno. Non è passato molto tempo da allora, dunque la memoria è fresca: ciò che mi colpì (e che mi fece piacere) furono gli apprezzamenti dei colleghi e dei lettori incontrati alle prime fiere a cui avevo accesso da “autore”. Al di là dei giudizi e dei commenti (alcuni dei quali negativi) che mi pervennero, credo sia splendido continuare a essere seduto al tavolo da disegno per dare un’impronta personale e professionale a quello che faccio. Grazie a Lukas mi è stato concesso di liberare la fantasia, lasciando correre il pennello sulla carta come meglio credevo e potevo. Rammento la libertà e la fiducia che sia Michele Medda che la Sergio Bonelli Editore mi hanno, da subito, accordato: ricordi incancellabili di un periodo meraviglioso»....
«Fu, quello, un periodo di enorme fibrillazione per me: era il primo vero banco di prova presso la Casa editrice, e io mi sentivo addosso gli occhi di tutti. Confesso una certa dose di nervosismo, non sapevo se il personaggio sarebbe piaciuto o meno. Non è passato molto tempo da allora, dunque la memoria è fresca: ciò che mi colpì (e che mi fece piacere) furono gli apprezzamenti dei colleghi e dei lettori incontrati alle prime fiere a cui avevo accesso da “autore”. Al di là dei giudizi e dei commenti (alcuni dei quali negativi) che mi pervennero, credo sia splendido continuare a essere seduto al tavolo da disegno per dare un’impronta personale e professionale a quello che faccio. Grazie a Lukas mi è stato concesso di liberare la fantasia, lasciando correre il pennello sulla carta come meglio credevo e potevo. Rammento la libertà e la fiducia che sia Michele Medda che la Sergio Bonelli Editore mi hanno, da subito, accordato: ricordi incancellabili di un periodo meraviglioso»....
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