“Panta rei”: il fiume come la vita

29 LUG 21
Ultimo aggiornamento: 19:3416 MAG 25
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Immagine di “Panta rei”: il fiume come la vita
Marzio Toniolo, reporter, laureato in Scienze della Formazione, maestro e fotografo freelance per l’agenzia Reuters, è partito il primo di luglio, in kayak, dal primo tratto navigabile del Po, e ha percorso i 700 km fino al mare di Venezia, per circa due settimane di navigazione, e senza tappe prestabilite. L’idea del progetto, denominato “Un Po mio”, era quella di documentare sui social network, attraverso fotografie e diari di viaggio, la vita lungo le sponde del più grande fiume italiano. Un’avventura nata con l’obiettivo di valorizzare un territorio sottovalutato e talvolta bistrattato, raccogliendo storie e testimonianze di chi, quei luoghi, li vive e li ama.
Marzio, complimenti! Quando si è conclusa questa avventura in solitaria? E quale lavoro fotografico ne è scaturito?
«Si è conclusa il 14 luglio, con un giorno d’anticipo rispetto alla tabella di marcia, con un tragitto percorso da Cardè (Cuneo) a Venezia. Sin dal primo giorno mi sono reso conto che la particolarità degli incontri con la gente, seppur radi, era di gran lunga superiori alle mie aspettative. Tuttavia, non è stato mai facile conciliare l’attività fisica, che prevedeva circa 50 km al giorno di percorrenza sul fiume, con quella fotografica, proprio per la necessità di rientrare in alcune tempistiche prefissate e che, se non rispettate, avrebbero compromesso l’arrivo a destinazione nei tempi prestabiliti. Per questo motivo ho dovuto centellinare e selezionare gli approcci con la gente del fiume, limitandomi a raccogliere le storie più interessanti e, conseguentemente, a fotografarne i protagonisti. Ne è nato un lavoro visivo totalmente casuale e molto spesso dettato dalle sensazioni del momento»....
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