L’arte ripercorre le orme di Dante

A settecento anni dalla scomparsa di Dante, Crema lo celebra con una mostra e un calendario di eventi ispirati alla figura del Sommo Poeta e allo straordinario viaggio compiuto dagli inferi al paradiso. Una metafora calzante per l’esistenza umana e in ogni epoca attuale, al punto da essere un soggetto ricorrente in numerose opere d’arte realizzate dal XIV secolo ad oggi. A questo proposito, il Museo Civico di Crema e del Cremasco allestirà la mostra “Un viaggio lungo settecento anni. Immagini per la Divina Commedia” a cura di Edoardo Fontana e Chiara Nicolini, visitabile da sabato 18 settembre fino al 9 gennaio 2022. L’esposizione avrà luogo nella pinacoteca del Museo (realizzata con il patrocinio di Fondazione Biblioteca di via Senato e di Aldus Club) si focalizza sulle illustrazioni nate attorno al testo dantesco, organizzate in un percorso tra i grandi maestri dell’illustrazione dell’incisione.
Tra le opera più antiche, il patrimonio librario cremasco vanta un codice miniato (XIV secolo) e alcune “cinquecentine”, xilografie che si pongono a modello della figurazione dantesca moderna, tra le quali l’importante edizione stampata e illustrata da Francesco Marcolini (1544), cui si aggiungono le note interpretazioni calcografiche di John Flaxman (1823) e Federico Faruffini (1865). Sarà un percorso non privo di sorprese, che grazie al contributo della prestigiosa collezione della Biblioteca di via Senato e di alcuni collezionisti privati mira a raccontare i sette secoli di illustrazione dantesca.
Vicino alle incisioni di Giacomo Macchiavelli e di Luigi Ademollo si potranno ammirare le surreali composizioni di Salvador Dalì (prestiti della fondazione milanese), le traduzioni xilografiche, romantiche e presimboliste dei disegni di Gustave Doré, più le rarissime calcografie neoclassiche di Sofia Giacomelli.
Tra le opera più antiche, il patrimonio librario cremasco vanta un codice miniato (XIV secolo) e alcune “cinquecentine”, xilografie che si pongono a modello della figurazione dantesca moderna, tra le quali l’importante edizione stampata e illustrata da Francesco Marcolini (1544), cui si aggiungono le note interpretazioni calcografiche di John Flaxman (1823) e Federico Faruffini (1865). Sarà un percorso non privo di sorprese, che grazie al contributo della prestigiosa collezione della Biblioteca di via Senato e di alcuni collezionisti privati mira a raccontare i sette secoli di illustrazione dantesca.
Vicino alle incisioni di Giacomo Macchiavelli e di Luigi Ademollo si potranno ammirare le surreali composizioni di Salvador Dalì (prestiti della fondazione milanese), le traduzioni xilografiche, romantiche e presimboliste dei disegni di Gustave Doré, più le rarissime calcografie neoclassiche di Sofia Giacomelli.
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