«Inseguo la miglior stesura, mettendo nelle mie opere infinite connessioni»

22 LUG 21
Ultimo aggiornamento: 19:3416 MAG 25
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Diaboliko. Esiste, forse, un aggettivo che sia più rappresentativo, che identifichi appieno il talento grafico di Giuseppe Palumbo Maestro della china e del pennello, l’artista di origine lucana si presta a un’accurata disamina circa l’universo del celeberrimo ladro in calzamaglia: un’autentica icona che, dagli anni Sessanta a oggi, la Casa editrice “Astorina” sa gestire e valorizzare con una lungimiranza e una capacità straordinarie.
Il suo è uno stile elegante e dinamico insieme, frutto - viene da pensare - di un processo di sintesi. Eliminare il superfluo a beneficio di ciò che realmente è essenziale: la caratterizzazione - ottima - dei personaggi, la definizione - perfetta - degli ambienti. In quale modo si arriva a diventare quel talento che è lei oggi?
«Si tratta del risultato di un costante lavoro di arricchimento del mio background visivo e culturale in senso lato. La costruzione di un ambiente e la recitazione di un particolare personaggio sono sostenute - direi quasi generate - da un patrimonio (ormai rilevante) di immagini e di informazioni derivate da centinaia di film, fumetti, opere d’arte, letture, studi, visioni, spettacoli e viaggi. In buona sostanza, il mio stile è il frutto della mia vita. Una vita (ormai sono ben 35 gli anni di attività…) spesa a rincorrere la miglior stesura possibile di infinite connessioni neurali, che fondono dati raccolti dall’infanzia a oggi. Niente di strano, dunque. Con il tempo, probabilmente, sono diventato più lucido nell’indirizzare quelle connessioni, sorprendendo il lettore con collegamenti inattesi»....
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