«Dalla matita al vetro al digitale: cambiare è l’unica libertà possibile»

Francesco Manlio Lodigiani, è un artista cremasco, creativo e poliedrico, che esprime la sua creatività e talento tramite linguaggi diversi, con differenti tecniche e materiali. Pittura, scultura, grafica, collage, fotografia, opere 3D, installazioni, murales, vetrofusioni, vetrate di arredo, vetrate sacre e istoriate, dove le immagini si muovono in una definizione di spazialità geometrica, di sintesi impellente e spigolosa dell’impulso figurale.
Lodigiani, ha realizzato oltre cinquanta mostre collettive e personali dal 1990 al 2019 in Italia e all’estero.
Nella pittura, realizzata in tecnica mista su carta intelata, il tema ispiratore è principalmente la figura umana che, accompagnata da colori e graffi neri, esprime contenuti e stati d’animo, che danno origine ad un linguaggio unico di forza, aspro, suggestivo e realistico.
«La sua è una pittura aspra, d’assalto, senza un filo di ipocrisia, senza letizia e senza ironia, senza la voglia di un sorriso o di uno scherzo, psicologicamente concentrata ed intensa. Ogni sua figura, ogni volto di donna o di uomo che ritrae, denuncia un’indagine psicologica che annulla o dimensiona notevolmente ogni altro elemento compositivo del quadro. Il segno grafico è impetuoso e rapido, rotto e scheggiato, sintesi e non descrizione». (Ennio Concarotti).
Sulle vetrate invece, l’intervento pittorico di Lodigiani, è tecnicamente opposto alla pittura su tela: forme, sfumature, l’effetto tridimensionale si ottengono togliendo il colore, fino ad arrivare alla superficie pura del vetro, e alla luce....
Lodigiani, ha realizzato oltre cinquanta mostre collettive e personali dal 1990 al 2019 in Italia e all’estero.
Nella pittura, realizzata in tecnica mista su carta intelata, il tema ispiratore è principalmente la figura umana che, accompagnata da colori e graffi neri, esprime contenuti e stati d’animo, che danno origine ad un linguaggio unico di forza, aspro, suggestivo e realistico.
«La sua è una pittura aspra, d’assalto, senza un filo di ipocrisia, senza letizia e senza ironia, senza la voglia di un sorriso o di uno scherzo, psicologicamente concentrata ed intensa. Ogni sua figura, ogni volto di donna o di uomo che ritrae, denuncia un’indagine psicologica che annulla o dimensiona notevolmente ogni altro elemento compositivo del quadro. Il segno grafico è impetuoso e rapido, rotto e scheggiato, sintesi e non descrizione». (Ennio Concarotti).
Sulle vetrate invece, l’intervento pittorico di Lodigiani, è tecnicamente opposto alla pittura su tela: forme, sfumature, l’effetto tridimensionale si ottengono togliendo il colore, fino ad arrivare alla superficie pura del vetro, e alla luce....
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