Imerio, un santo “quasi dimenticato

17 GIU 21
Ultimo aggiornamento: 19:32 | 16 MAG 25
Immagine di Imerio, un santo “quasi dimenticato
Chi sia il santo patrono di Cremona, tutti lo sanno: Omobono Tucenghi, il mercante buono vissuto nello stesso secolo, il dodicesimo, in cui la nostra magnifica Cattedrale fu costruita, e canonizzato sullo scorcio di quest’ultimo, nel 1199.
Eppure lui non è stato il primo patrono della città. Grazie alla sua “cremonesità” e al suo essere modello di una cristianità nuova, laica e borghese, ha scalzato colui che da quel tempo in poi è diventato l’eterno secondo, il co-patrono, pur vantando diritti di primogenitura cronologica. Stiamo parlando di Sant’Imerio, cui è dedicata la chiesa affacciata sull’odierna via Aporti: un asceta di origine calabra, vissuto a cavallo tra IV e V secolo, poi cenobita, quindi vescovo di una cittadina umbra di nome Amelia, vicino a Terni, ed infine giunto a Cremona… quando già era morto. Per la precisione, dopo mezzo millennio, nel pieno di quel periodo di poco precedente l’anno Mille caratterizzato dai cosiddetti furta sacra, o “rapine dei corpi santi”. Ossia, un valzer caotico di traslazioni, trafugamenti e movimenti di reliquie messo in moto da quelle diocesi che non vantavano nella propria tradizione grandi cristiani virtuosi cui ispirarsi e che desideravano aumentare il proprio prestigio, incoraggiando nuove forme di devozione a partire da resti “concreti” di chi aveva invece vissuto appieno il messaggio evangelico.
LE RELIQUIE NEL X SECOLO
A Cremona è il vescovo Liutprando, nominato dall’imperatore Ottone I di Sassonia, l’artefice del dono (o del furto?) che porta in città le reliquie di Imerio negli anni ‘60 del X secolo e lo rende il primo santo patrono di Cremona.
Messo in ombra poi da Omobono, ma senza mai far perdere del tutto le proprie tracce - basti pensare a quanto i due vengano spesso rappresentati insieme: ad esempio, nelle statue di Marco Romano in facciata al Duomo, nell’affresco del suo catino absidale per mano di Boccaccio Boccaccino, nei dipinti della Sala Alabardieri in Palazzo Comunale - Sant’Imerio torna in auge, almeno nominalmente, ancora a distanza di secoli nell’intitolazione di una nuova chiesa: il 18 luglio del 1606 il vescovo di Cremona Cesare Speciano posa infatti la prima pietra di quella che diventa la sede cremonese della congregazione dei Carmelitani Scalzi....
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