Così la lumaca diventa orecchino

20 MAG 21
Ultimo aggiornamento: 19:3016 MAG 25
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“In ogni momento, qualunque sia la mia azione, cerco di esprimere il meglio di me stesso e cerco di trovare soddisfazione in ogni gesto che compio”. Questa la filosofia che ispira lo stile di vita dell’artista Matteo Filannino. Dalla Puglia è arrivato a Grumello, sostando in varie località d’Italia ma non solo: Roma, Rimini, la Svizzera alcune delle tappe più importanti. Durante un viaggio ad Utrecht ha approfondito la conoscenza con Bianca, cremonese conosciuta sulla riviera romagnola, che ora è la sua compagna di vita e di lavoro. Dal 2013 vivono nel piccolo paese della campagna cremonese, dove organizzano matrimoni nella splendida cornice di Villa Affaitati.
Com’è stata la sua giovinezza e quando i primi segnali del suo desiderio di “fare arte”?
«La mia famiglia vive a Stornarella, piccolo paese della provincia di Foggia sul Gargano, all’interno del tavoliere delle Puglie, e lì ho trascorso la mia infanzia e la mia adolescenza. All’età di diciassette anni, avrei dovuto prestare servizio di leva, ma quell’anno in alternativa veniva data la possibilità di scegliere il servizio volontario e la località. Optai per questa soluzione e partii, ancora minorenne, come volontario per Roma, presso il corpo militare Granatieri di Sardegna nel Forte Pietralata. Nella capitale prestavo servizio come sorvegliante presso l’Altare della Patria e il Quirinale, con i suoi immensi saloni ricchi di opere classiche, rese suggestive dall’atmosfera notturna dei miei turni di guardia, che catturarono la mia grande ammirazione. Devo dire che il classicismo, con la sua concezione della bellezza ideale espressa nell’ordine, nell’armonia e nell’equilibrio delle opere, mi aveva sempre affascinato. Il poter godere di tanta bellezza, ispiratrice di armonia e universalità, ha fatto sì che dall’ammirazione nascesse un desiderio di “fare”, di esprimere ciò che avevo dentro. Con un percorso di ricerca e studio personale, senza l’aiuto di un vero maestro, sono approdato all’iperrealismo».

Che difficoltà ha incontrato a realizzarsi?
«Sono convinto che ogni qual volta ti interfacci con qualcosa che ti rende felice, hai trovato te stesso e non avverti difficoltà nel realizzarti, perché forte è la spinta interiore....
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