Dai quadri alle foto andata e ritorno

Giorgio Denti, artista nato a Cremona, è presidente del Circolo Pinoni, sodalizio in seno al quale organizza diverse attività culturali soprattutto nello storico Palazzo Duemiglia. Socio dell’Aics, ha esposto in numerose rassegne collettive dedicandosi, oltre che alla pittura, alla fotografia. Gli abbiamo posto alcune domande.
Denti, qual è la sua formazione?
«Ho conseguito la maturità classica, e poi la maturità magistrale, per insegnare. Tuttavia, ho cambiato completamente settore, ho lavorato in campo automobilistico: da magazziniere sono diventato dirigente del post-vendita».
«Ho conseguito la maturità classica, e poi la maturità magistrale, per insegnare. Tuttavia, ho cambiato completamente settore, ho lavorato in campo automobilistico: da magazziniere sono diventato dirigente del post-vendita».
A quali forme d’arte si è dedicato, e come ha iniziato a dipingere?
«Ho studiato pianoforte dalle elementari: ero di Castelnuovo Gherardi, e venivo il giovedì in città per seguire i corsi. Sin dalle medie disegnavo con matite e pastelli. Poi, quando avevo dodici anni mi regalarono una macchina fotografica, una “Ferrania” che mi accompagnò negli anni della scuola. Smisi di disegnare e dipingere e iniziai a fare foto, soprattutto dei miei viaggi, era per me meno impegnativo considerando che lavoravo molto. In seguito alla pensione ho ripreso, il tempo era tantissimo e bisognava darsi da fare per riempirlo. Ho ricominciato dal 2007, a oggi sono quindi quattordici anni».
«Ho studiato pianoforte dalle elementari: ero di Castelnuovo Gherardi, e venivo il giovedì in città per seguire i corsi. Sin dalle medie disegnavo con matite e pastelli. Poi, quando avevo dodici anni mi regalarono una macchina fotografica, una “Ferrania” che mi accompagnò negli anni della scuola. Smisi di disegnare e dipingere e iniziai a fare foto, soprattutto dei miei viaggi, era per me meno impegnativo considerando che lavoravo molto. In seguito alla pensione ho ripreso, il tempo era tantissimo e bisognava darsi da fare per riempirlo. Ho ricominciato dal 2007, a oggi sono quindi quattordici anni».
Quali sono i suoi temi preferiti? Quali le tecniche?
«Spesso traggo i miei quadri dalle fotografie. Non sono un paesaggista, per me già la foto è un dipinto. Cerco di cogliere negli scatti quello che mi emoziona e mi colpisce. A volte penso ai fotogrammi come a situazioni astratte. Seguo soprattutto un discorso metafisico. Le tecniche che uso sono varie, utilizzo sia olio che acrilico, dipende dal quadro. Per quanto riguarda l’astratto mi servo principalmente dell’acrilico perché asciuga velocemente. Invece, per alcuni soggetti più elaborati adopero l’olio....
«Spesso traggo i miei quadri dalle fotografie. Non sono un paesaggista, per me già la foto è un dipinto. Cerco di cogliere negli scatti quello che mi emoziona e mi colpisce. A volte penso ai fotogrammi come a situazioni astratte. Seguo soprattutto un discorso metafisico. Le tecniche che uso sono varie, utilizzo sia olio che acrilico, dipende dal quadro. Per quanto riguarda l’astratto mi servo principalmente dell’acrilico perché asciuga velocemente. Invece, per alcuni soggetti più elaborati adopero l’olio....
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