S. Vincenzo, restauro che dà speranza

Ci sono eventi che aprono il cuore e inducono alla speranza, che non è cosa da poco in tempi infausti di pandemia che incidono pesantemente sulla vita delle persone e cambiano, soffocandola, anche la vita delle città. E’ questo il caso del restauro della chiesa di San Vincenzo che si erge a metà del rettifilo di via Palestro - anticamente “Contrada Diritta” - normalmente percorsa dalla fiumana di studenti che frequentano i molti istituti dislocati lungo la strada o da quelli che dal centro si dirigono verso la stazione, ma oggi spopolata dalla DAD, la famigerata didattica a distanza che li relega nelle loro abitazioni per la necessità di scongiurare il pericolo di contagio. L’intervento, non più procrastinabile dato lo stato di degrado in cui versava l’edificio, ha riguardato il risanamento della controfacciata e, all’esterno, i fianchi e la copertura del tetto, sovrastato di molto dalla scenografica facciata “a vento”, che naturalmente è l’elemento su cui si è appuntata maggiormente, anche per le sue ricadute urbanistiche ed estetiche, l’attenzione della restauratrice Alberta Carena su progetto degli architetti Paolo Gaudenzi e Michele Saladino, di concerto con la Soprintendenza dei beni architettonici e ambientali di Brescia, da cui Cremona dipende. Il restauro non ha toccato, dunque, la parte più antica della chiesa risalente all’epoca romanica - da non mancare, comunque, se si visita la chiesa - ancora documentata nelle absidi in cotto del XII secolo con il motivo architettonico dei beccatelli allungati con fornici digradanti, tipico del romanico cremonese, e nel campanile che le affianca, almeno fino al fregio ad archetti pensili.
Il lavoro di recupero con le maggiori implicazioni culturali concerne la fase finale della storia dell’edificio, quella di epoca spagnola, relativa, in particolare, all’Ordine dei Barnabiti che, oggi in S. Luca, allora erano insediati nella chiesa. Noti per il loro zelo, essi costituirono un aspetto molto significativo del macrofenomeno della Controriforma cattolica, costituendone anzi il versante lombardo, milanese per la precisione, nel quale però la componente cremonese era tutt’altro che trascurabile; dei tre fondatori, uno era infatti il nobiluomo cremonese Antonio Maria Zaccaria (Cremona, 1502- 1539). La menzione dei Barnabiti, così soprannominati perché insediati in S. Barnaba a Milano, dove ebbe luogo la fondazione dell’Ordine nel 1530, non è indispensabile solo per un corretto inquadramento storico nell’ambito dell’epoca borromaica - loro grande estimatore, S. Carlo Borromeo sopraintese alla stesura delle loro costituzioni nel 1579 -; il fatto è che proprio nelle fila dei Barnabiti militava l’architetto responsabile della progettazione della chiesa cremonese di S. Vincenzo. Si tratta di Lorenzo Binago (Milano, 1554- 1629) che prese i voti proprio a Cremona, l’8 luglio 1574, e poi fu ordinato prete quattro anni dopo nelle mani del cardinal Borromeo...
Il lavoro di recupero con le maggiori implicazioni culturali concerne la fase finale della storia dell’edificio, quella di epoca spagnola, relativa, in particolare, all’Ordine dei Barnabiti che, oggi in S. Luca, allora erano insediati nella chiesa. Noti per il loro zelo, essi costituirono un aspetto molto significativo del macrofenomeno della Controriforma cattolica, costituendone anzi il versante lombardo, milanese per la precisione, nel quale però la componente cremonese era tutt’altro che trascurabile; dei tre fondatori, uno era infatti il nobiluomo cremonese Antonio Maria Zaccaria (Cremona, 1502- 1539). La menzione dei Barnabiti, così soprannominati perché insediati in S. Barnaba a Milano, dove ebbe luogo la fondazione dell’Ordine nel 1530, non è indispensabile solo per un corretto inquadramento storico nell’ambito dell’epoca borromaica - loro grande estimatore, S. Carlo Borromeo sopraintese alla stesura delle loro costituzioni nel 1579 -; il fatto è che proprio nelle fila dei Barnabiti militava l’architetto responsabile della progettazione della chiesa cremonese di S. Vincenzo. Si tratta di Lorenzo Binago (Milano, 1554- 1629) che prese i voti proprio a Cremona, l’8 luglio 1574, e poi fu ordinato prete quattro anni dopo nelle mani del cardinal Borromeo...
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