«Largo al nuovo. Ora mi dedico al neofuturismo»

22 APR 21
Ultimo aggiornamento: 19:2816 MAG 25
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Alberto Besson, artista, nasce nel 1949 a Crema, dove tuttora risiede. Merita significativi riconoscimenti al Castello Sforzesco di Milano e alla Società Belle Arti di Torino che lo incoraggiano a continuare, tra mille difficoltà, il proprio discorso artistico iniziato nel 1965. Gli anni Settanta sono di grande fervore creativo, favorito dalla frequentazione degli ambienti artistici milanesi dove allestisce tre personali insieme ad altre a Brescia, Firenze, Ferrara, Varese, Bergamo, Reggio Emilia, Pisa e Monte Carlo. Terminato il servizio militare, si laurea in giurisprudenza presso la Statale di Milano. Seguono anni di esperienze diversificate. Dal 1980 partecipa a manifestazioni d’arte in Svizzera, Francia, Spagna, Lussemburgo, Svezia, Malta, Giappone, Stati Uniti, Canada. Le sue opere sono presenti in Gallerie d’arte, Fondazioni e Musei. Gli abbiamo posto alcune domande.
Besson, qual è la sua formazione?
«La mia formazione è autodidatta. Ho lavorato per trentacinque anni per la Procura della Repubblica di Crema ma sin da ragazzo sono stato un grande frequentatore di mostre d’arte, con una spiccata simpatia per l’<+S CORSIVO>action painting<+S TONDO>. Negli anni Settanta avevo vent’anni, mi applicavo a studi e ricerche, e frequentavo quel ristorante di Milano dove si ritrovavano gli artisti. Avevo anche una grande passione per l’architettura di interni e scrivevo per numerose riviste di settore. Mi piaceva scrivere. Ho sempre frequentato gli studi professionali degli artisti di Milano. Fu in quel clima e sotto quegli influssi che eseguii le prime realizzazioni sui materiali plastici della Montedison, si chiamavano “vedril”, per un’azienda di Saronno. Serigrafie che hanno girato il mondo. Ne ho anche scovata una appesa nella casa di Barbara Bouchet...
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