«Mi piace dire che “smaterializzo” le mie opere»

15 APR 21
Ultimo aggiornamento: 19:2816 MAG 25
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Adriano Bruneri, classe 1954, è un artista cremonese apprezzato in numerose manifestazioni espositive e concorsi d’arte. Pittore evocativo, è in grado di trasformare gli elementi rappresentati in modo più realistico in metafore, a mezzo di una grande agilità nella trasposizione luministica.

Bruneri, qual è la sua formazione culturale?
«Fin da bambino ho dimostrato interesse per il disegno e il colore. Quando avevo quattordici anni la mia professoressa di arte, Elena Bocchi, si è accorta della mia predisposizione e mi ha invitato a perfezionare la tecnica, così mi ha insegnato a dipingere a olio. Ho frequentato l’Istituto professionale internazionale per l’artigianato liutario e del legno, corso per tecnico dell’Industria del Mobile, dove le ore di contenuto artistico erano molte e la passione e l’interesse per l’arte si sono rafforzate in me. Nel 1975 mi sono diplomato. Ho realizzato la mia prima mostra, a Pizzighettone, a soli diciassette anni. Sempre a quell’età, per tre anni di seguito e per la durata di tutto il periodo estivo, ho frequentato la bottega dell’artista Ugo Benini, cremonese di Castelverde, specializzato in copie fiamminghe del Cinquecento e del Seicento, per molti anni anch’io mi ci sono dedicato e ho così appreso la tecnica di utilizzo dei colori a olio e dello stucco...
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