«L’arte è condivisione Ora mi sono bloccata»

Franca De Ponti, nata a Bascapè, in provincia di Pavia, il 13 novembre del 1941, vive e lavora a Soresina nella frazione di Olzano. Si è dedicata per molti anni alla ceramica, poi, sotto la guida del Maestro Sergio A. Ughi, ha intrapreso con passione la via della pittura a olio, paesaggistica, figurativa. Dal 2007 ha sperimentato con successo anche l’astratto informale. Ha esposto in numerose collettive e personali, ha partecipato a concorsi artistici, cogliendo positivi consensi, sia dal pubblico che dalla critica, premi e riconoscimenti. Le abbiamo posto alcune domande.
Franca, qual è la sua formazione culturale?
«Avevo studiato ragioneria ed ero una contabile. Mi ero sposata nel 1966 e così ero approdata a Cremona, a causa del lavoro di mio marito. Precedentemente, ero stata impiegata a Milano. Dopo dieci anni di matrimonio, iniziai a studiare decorazione ceramica nel 1975, fino al 2000. Andavo a scuola a Crema, una scuola comunale, e lì mi applicai per tre anni. Per me era una forma di distrazione. Successivamente, pur continuando con le ceramiche, nel 2002 mi iscrissi a una scuola di pittura di Castelleone. Vi insegnava il maestro Ughi che vide in me del talento. È così che ho studiato la tecnica a olio, iniziando con temi come paesaggi, figure e fiori, che tuttora continuo a realizzare. Il mio primo quadro rappresenta un vaso di fiori che ho ancora in casa. Nel 2007, cominciai spontaneamente a sperimentare lo stile astratto, usando smalti su tavola. Al tempo facevo moltissime mostre sul Cremasco, così osservavo i colleghi che usavano altre tecniche. Mi decisi allora a provare questi smalti che si amalgamavano e si arricciavano».
«Avevo studiato ragioneria ed ero una contabile. Mi ero sposata nel 1966 e così ero approdata a Cremona, a causa del lavoro di mio marito. Precedentemente, ero stata impiegata a Milano. Dopo dieci anni di matrimonio, iniziai a studiare decorazione ceramica nel 1975, fino al 2000. Andavo a scuola a Crema, una scuola comunale, e lì mi applicai per tre anni. Per me era una forma di distrazione. Successivamente, pur continuando con le ceramiche, nel 2002 mi iscrissi a una scuola di pittura di Castelleone. Vi insegnava il maestro Ughi che vide in me del talento. È così che ho studiato la tecnica a olio, iniziando con temi come paesaggi, figure e fiori, che tuttora continuo a realizzare. Il mio primo quadro rappresenta un vaso di fiori che ho ancora in casa. Nel 2007, cominciai spontaneamente a sperimentare lo stile astratto, usando smalti su tavola. Al tempo facevo moltissime mostre sul Cremasco, così osservavo i colleghi che usavano altre tecniche. Mi decisi allora a provare questi smalti che si amalgamavano e si arricciavano».
Di quali lavori si sente più soddisfatta?
«I miei quadri sono tutti numerati e archiviati, spesso quelli a tema paesaggistico e floreale hanno anche un titolo, mentre quelli astratti spesso hanno solamente un numero.
«I miei quadri sono tutti numerati e archiviati, spesso quelli a tema paesaggistico e floreale hanno anche un titolo, mentre quelli astratti spesso hanno solamente un numero.