«Un’onda anomala, non incoerente»

Matteo Berra, 44 anni, è uno scultore pandinese che realizza sculture e installazioni di grandi dimensioni e impatto visivo. Laureato in scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, l’artista ha realizzato opere e installazioni di grande suggestione, nelle gallerie, musei, negli spazi naturali all’aperto, in varie parti d’Italia e nel mondo. E’ sua la scultura più alta di Milano dal titolo FOLD (piega), alta 23,5 metri, realizzata completamente a mano, in acciaio inossidabile, prodotto dall’azienda Eure Inox di Mezzate. La scultura sporge da un edificio di otto piani - “Art Building” - , il complesso residenziale consacrato all’arte e al design, ideato dall’imprenditore Giorgio Pozzi. Progetto degli architetti Fabrizio Zambelli e Marcello Pozzi è situato a Milano in via Lucini 19, tra la zona Greco e la Maggiolina.
Per realizzare la grande scultura, l’artista ha affittato un grosso capannone a Zingonia. L’opera è stata separata in 12 pezzi, poi trasportati e montati. Alta 23,5 metri, ha una base di 4 metri, ed una profondità variabile tra i 50 e 200 cm. «FOLD è eccezionale non solo per dimensione - dice Berra - ma anche per la tecnica con cui l’ho realizzata. Ho infatti, prodotto la sua superficie sovrapponendo pazientemente, più di 4mila volte, 24 chilometri di tondini d’acciaio inossidabile, di qualità 316 L, barre tonde di 3 metri di lunghezza e di 6 mm di diametro, saldandoli a mano».
Un’operazione che è anche un omaggio ad un materiale (acciaio), che nel secolo scorso ha dato molto alla città di Milano.
FOLD, si innesta in un’architettura, creando un insieme con l’edificio. Questo è un punto fondamentale nell’approccio dell’artista alla scultura. Non è la prima volta che il lavoro di Matteo Berra interagisce con l’architettura. Infatti, l’edificio milanese Art Building, presenta anche un’altra opera di Berra, “Blue Sky Deep”, un’installazione sul soffitto del vano scale di circa 60 metri quadrati che si sviluppa in un motivo concentrico, composto da oltre 3 mila elementi modulari bianchi, come un cielo stellato di luminosità chiara, di giorno e, che si colora di blu di notte, tramite le luci a led.
Racconta l’artista: «Più che un tentativo di rappresentare l’universo, l’opera intende produrre nell’osservatore lo stato d’animo che ci suscita l’osservazione del cosmo...
Per realizzare la grande scultura, l’artista ha affittato un grosso capannone a Zingonia. L’opera è stata separata in 12 pezzi, poi trasportati e montati. Alta 23,5 metri, ha una base di 4 metri, ed una profondità variabile tra i 50 e 200 cm. «FOLD è eccezionale non solo per dimensione - dice Berra - ma anche per la tecnica con cui l’ho realizzata. Ho infatti, prodotto la sua superficie sovrapponendo pazientemente, più di 4mila volte, 24 chilometri di tondini d’acciaio inossidabile, di qualità 316 L, barre tonde di 3 metri di lunghezza e di 6 mm di diametro, saldandoli a mano».
Un’operazione che è anche un omaggio ad un materiale (acciaio), che nel secolo scorso ha dato molto alla città di Milano.
FOLD, si innesta in un’architettura, creando un insieme con l’edificio. Questo è un punto fondamentale nell’approccio dell’artista alla scultura. Non è la prima volta che il lavoro di Matteo Berra interagisce con l’architettura. Infatti, l’edificio milanese Art Building, presenta anche un’altra opera di Berra, “Blue Sky Deep”, un’installazione sul soffitto del vano scale di circa 60 metri quadrati che si sviluppa in un motivo concentrico, composto da oltre 3 mila elementi modulari bianchi, come un cielo stellato di luminosità chiara, di giorno e, che si colora di blu di notte, tramite le luci a led.
Racconta l’artista: «Più che un tentativo di rappresentare l’universo, l’opera intende produrre nell’osservatore lo stato d’animo che ci suscita l’osservazione del cosmo...
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