Cultura e sviluppo: la bellezza fa sistema

In questi ultimi anni i temi della cultura si intrecciano in modo sempre più evidente con scelte strategiche sull’assetto e sullo sviluppo della città. Per questo abbiamo incontrato l’Assessore Luca Burgazzi, provocando alcune riflessioni sollecitate anche dalla previsione di alcuni interventi di grande rilievo nel riassetto di alcuni comparti della città (ad esempio l’accorpamento di Palazzo Soldi al complesso museale, e al riordino di tutti i fabbricati). Quattro temi soltanto abbiamo proposto: temi però che cercano di uscire dalla semplice cronaca per affrontare questioni di metodo e di consapevolezza nel provare a gestire la cultura come motore del destino della città. E l’assessore nelle sue risposte non si è sottratto a indicare i termini di un dibattito che si preannuncia di grande spessore (anche per chi volesse dare il suo contributo) ma anche con spigolosità e difficoltà di passaggi istituzionali comunque da considerare. E compare anche qualche “passo indietro” a cui la politica, usa al protagonismo, non ci ha sicuramente abituato.
La prima questione si può sintetizzare nella frase “la bellezza fa sistema”. In sostanza si sta, anche se un po’ timidamente, rivelando una nuova logica nel rapporto fra cultura e città, riconoscendo a queste tematiche un valore sociale ed economico finalmente non più secondario.
«Il rapporto tra Bellezza e Territorio è nello stesso tempo antico, ma anche profondamente attuale. In un Paese e in una città come la nostra, l’ingente patrimonio culturale, sia materiale che immateriale, ci interroga e ci provoca ogni giorno.
Non possiamo nascondere le difficoltà sia nella sua conservazione che valorizzazione. Le amministrazione locali, da sole, non sono in grado di far fronte a tutte le esigenze e questo è un dato di fatto che però non deve scoraggiare.
Nel corso di questi anni molti sono stati gli strumenti e le sinergie messi in campo così come i risultati ottenuti: basti pensare al complesso di Santa Monica, al Palazzo Grasselli solo per citarne alcuni, ma anche altri piccoli (grandi) interventi che hanno messo in sicurezza molto del nostro patrimonio.
Oltre a questo le continue attività di valorizzazione aiutano la comunità a riconoscere nella cultura un elemento di sviluppo anche economico, ma credo soprattutto identitario, capace di generare confronto e dibattito anche aspro a volte, ma assolutamente necessario. Nei prossimi mesi presenteremo altre iniziative proprio in questo senso.
Tutti ci auguriamo che, nella prospettiva del piano di “Next Generation EU”, si programmino risorse economiche dedicate a questo settore perchè oggi più che mai sentiamo l’esigenza di ripartire in una chiave nuova, attraverso l’attenta valorizzazione del patrimonio che la storia ci ha consegnato. Il progetto su Palazzo Affaitati e Palazzo Soldi va proprio in questa direzione: ripensare la nostra Pinacoteca attraverso un lavoro di recupero importante; ci auguriamo che l’interlocuzione con Soprintendenza e Ministero possa portare i suoi frutti»....
La prima questione si può sintetizzare nella frase “la bellezza fa sistema”. In sostanza si sta, anche se un po’ timidamente, rivelando una nuova logica nel rapporto fra cultura e città, riconoscendo a queste tematiche un valore sociale ed economico finalmente non più secondario.
«Il rapporto tra Bellezza e Territorio è nello stesso tempo antico, ma anche profondamente attuale. In un Paese e in una città come la nostra, l’ingente patrimonio culturale, sia materiale che immateriale, ci interroga e ci provoca ogni giorno.
Non possiamo nascondere le difficoltà sia nella sua conservazione che valorizzazione. Le amministrazione locali, da sole, non sono in grado di far fronte a tutte le esigenze e questo è un dato di fatto che però non deve scoraggiare.
Nel corso di questi anni molti sono stati gli strumenti e le sinergie messi in campo così come i risultati ottenuti: basti pensare al complesso di Santa Monica, al Palazzo Grasselli solo per citarne alcuni, ma anche altri piccoli (grandi) interventi che hanno messo in sicurezza molto del nostro patrimonio.
Oltre a questo le continue attività di valorizzazione aiutano la comunità a riconoscere nella cultura un elemento di sviluppo anche economico, ma credo soprattutto identitario, capace di generare confronto e dibattito anche aspro a volte, ma assolutamente necessario. Nei prossimi mesi presenteremo altre iniziative proprio in questo senso.
Tutti ci auguriamo che, nella prospettiva del piano di “Next Generation EU”, si programmino risorse economiche dedicate a questo settore perchè oggi più che mai sentiamo l’esigenza di ripartire in una chiave nuova, attraverso l’attenta valorizzazione del patrimonio che la storia ci ha consegnato. Il progetto su Palazzo Affaitati e Palazzo Soldi va proprio in questa direzione: ripensare la nostra Pinacoteca attraverso un lavoro di recupero importante; ci auguriamo che l’interlocuzione con Soprintendenza e Ministero possa portare i suoi frutti»....
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