«Non solo puro intrattenimento il fumetto indaga la natura umana

18 MAR 21
Ultimo aggiornamento: 19:2616 MAG 25
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Conferire a un eroe dei fumetti come Dylan Dog - un’autentica icona del mercato made in Italy - una sensibilità e un gusto nuovi, accrescendo il valore di una collana editoriale caratterizzata, per anni, da una folta rappresentanza maschile. È il compito di Barbara Baraldi: trovare un filone che risulti originale e stimolante, sia pure rimanendo nel solco della tradizione bonelliana e nel pieno rispetto di un "character" fra i più amati dalla platea di lettori.
È vero, come qualcuno sostiene, che scrivere una buona sceneggiatura è sempre più difficile? La fascia di pubblico è ristretta, ma - grazie a un livello culturale più affinato - sempre più competente, attenta e intransigente.
«Credo che scrivere una buona sceneggiatura sia sempre stata una sfida, indipendentemente dal periodo storico. Capolavori del passato del fumetto, ma anche del cinema, sono diventati immortali e rimangono attualissimi a decine di anni di distanza. Penso alla saga di Paperone di Don Rosa come a “The killing joke” di Moore, a film come “La morte corre sul fiume” o “Blade runner”. Sono convinta che creatività, autenticità e una buona capacità di scrittura siano gli unici requisiti necessari per realizzare qualcosa di rilevante».
Dylan Dog (come altri eroi dei fumetti, del resto) è rimasto a lungo appannaggio esclusivo del cosiddetto “sesso forte”, salvo poi aprirsi alle donne (in termini di sceneggiatura e di disegno). Come giudica questa “svolta”?
«La locuzione “sesso forte”, credo sia stata completamente svuotata di significato - se mai ne ha avuto -, soprattutto oggi che (finalmente) il sistema patriarcale viene messo in discussione anche in Italia....
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