«La mia arte si nutre di leggerezza e gioia»

11 MAR 21
Ultimo aggiornamento: 19:2616 MAG 25
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Nato a Pizzighettone nel 1948, Marco Sudati è il pittore che sa trasformare momenti di vita quotidiana in scenari da favola; dai suoi quadri esce un alone di magia che investe e cattura lo sguardo, trasportando l’osservatore in un’atmosfera fiabesca e incantata che ricorda l’allegria delle feste di paese del passato, popolate da venditori ambulanti di palloncini, suonatori di organetto, bambini che giocano, animali. Un mondo colorato che fa sognare e rasserena gli animi.
Presente alle principali rassegne d’arte in Italia e in Europa, le sue opere sono state esposte in tutto il mondo: da Parigi a New York, a Helsinki, a San Francisco. Dal 2000 al 2003, i suoi quadri hanno arredato le cabine più prestigiose delle navi del gruppo Costa. Nel 2003 l’artista è stato chiamato a dipingere uno dei suoi racconti su una delle prime meridiane del comune di Monclassico in Val di Sole e nel 2004 l’UNESCO, con sede a Parigi, utilizzò le immagini di alcune sue opere per promuovere la propria missione.
Quando i primi segnali della sua vena artistica? E quando ha deciso di dedicarvisi seriamente?
«Potrei dire fin dall’infanzia, perché già alle elementari, e successivamente alle medie, ebbi l’occasione di partecipare a concorsi scolastici di disegno e ottenni discreti risultati. Ma fu a ventitré anni che cominciai con una seria ricerca autonoma di perfezionare la mia mano, seguita dalla decisione di iscrivermi ai corsi dell’Istituto Artistico Caravaggio di Brescia che ho frequentato per un paio d’ anni sotto la guida del direttore Campanelli, perfezionando tecniche pittoriche che non conoscevo. Con i primi anni ’70 ho cominciato ad allestire qualche mostra, partendo proprio dalla città dei miei studi»...
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